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13 Settembre 2026

Delfin al bivio: la scelta che potrebbe ridefinire il panorama bancario italiano

Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, detiene il 17,5% di Mps e potrebbe giocare un ruolo cruciale nel futuro del credito italiano. Scopri le due strade possibili e le implicazioni per il mercato.

Delfin al bivio: la scelta che potrebbe ridefinire il panorama bancario italiano

Nel panorama finanziario italiano, Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, si trova al centro di una partita cruciale. Con una partecipazione del 17,5% in Monte dei Paschi di Siena (Mps), Delfin potrebbe influenzare significativamente il futuro del credito italiano. La scelta tra aderire all’offerta di Intesa Sanpaolo o sostenere la strategia di Luigi Lovaglio per Mps è al centro dell’attenzione.

Le due strade possibili per Delfin

Delfin ha due opzioni principali sul tavolo. La prima è aderire all’offerta pubblica di acquisto (Opas) di Intesa Sanpaolo, conferendo la propria partecipazione in Mps e ricevendo in cambio una quota del 4% del capitale di Intesa, oltre a una componente in contanti. Questa scelta trasformerebbe Delfin in uno degli azionisti di riferimento del maggiore gruppo bancario italiano.

L’alternativa è sostenere la strategia di Luigi Lovaglio, che punta a creare un terzo polo bancario attraverso l’aggregazione con Banco Bpm e Banca Generali. In questo scenario, Delfin potrebbe aumentare la propria quota in Generali grazie a un dividendo straordinario del 4% promesso da Mps.

La governance di Delfin e le tensioni interne

La decisione finale spetterà al consiglio di Delfin, composto da cinque membri. Tuttavia, le tensioni interne tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio potrebbero complicare il processo. La famiglia non è riuscita a chiudere la successione da quattro anni, con scontri su riassetto e dividendi. Lo statuto di Delfin assegna al consiglio il potere di decidere in autonomia, ma il coinvolgimento della famiglia è necessario per rasserenare gli animi.

Le critiche mosse da Leonardo Maria Del Vecchio a Francesco Milleri, presidente di Delfin, hanno aggiunto ulteriore tensione. Milleri ha definito le polemiche “inutili e infondate” e ha auspicato la chiusura della successione di Leonardo Del Vecchio. Tuttavia, le dichiarazioni di Milleri non hanno placato le critiche del quartogenito di Del Vecchio.

Il contesto del risiko bancario italiano

Il risiko bancario italiano è un gioco complesso che coinvolge numerosi attori. Mps, dopo essere stata salvata dallo Stato nel 2017, ha avviato una strategia di ripresa e acquisizioni. L’offerta di Intesa Sanpaolo da oltre 30 miliardi per acquisire Mps ha spinto la banca senese a lanciare due offerte contemporanee su Banco Bpm e Banca Generali, per un totale di circa 34 miliardi.

Questa partita non riguarda solo le banche italiane. UniCredit ha spostato parte della propria strategia in Germania, acquisendo una partecipazione significativa in Commerzbank. BPER ha acquisito Popolare di Sondrio, Banca Ifis ha conquistato illimity e Banco Bpm aveva già comprato Anima. La concentrazione del settore bancario italiano potrebbe avere implicazioni significative per i clienti.

Meno banche significano meno concorrenza e potenzialmente meno opzioni per i clienti. La riduzione del numero di istituti bancari potrebbe influenzare i tassi sui prestiti, le commissioni e la disponibilità del credito. Inoltre, le sinergie derivanti dalle fusioni potrebbero portare alla chiusura di filiali e alla riduzione del personale, con impatti sul servizio ai clienti.

La biodiversità bancaria è cruciale per sostenere le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura dell’economia italiana. L’Associazione bancaria italiana (Abi) ha chiesto maggiore proporzionalità nelle regole europee per evitare che la selezione si basi solo sulla scala. Preservare un certo grado di biodiversità bancaria contribuisce a sostenere le economie locali e a evitare problemi di concorrenza.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.