Le imprese agricole italiane hanno una nuova opportunità per alleggerire i costi operativi grazie al credito d’imposta sui carburanti. Questo beneficio, introdotto dal decreto-legge n. 38/2026 è stato recentemente dettagliato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il credito d’imposta, che può arrivare fino al 20% delle spese sostenute, è stato pensato per supportare il settore agricolo di fronte all’aumento dei costi dei carburanti. Vediamo insieme chi può accedere a questa agevolazione e come fare domanda.
Chi può beneficiare del credito d’imposta sui carburanti agricoli
L’agevolazione è rivolta a tutte le imprese agricole indipendentemente dalla loro forma giuridica o dal regime contabile adottato. Per accedere al beneficio, è necessario che l’impresa sia attiva e che abbia sostenuto spese per l’acquisto di gasolio e benzina nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026.
Le spese ammissibili includono i carburanti utilizzati per i mezzi impiegati nelle attività agricole, compresi quelli destinati al riscaldamento delle serre per la coltivazione di piante orticole. Sono invece escluse le spese relative ad autovetture, mezzi per il trasporto commerciale non agricolo e attrezzature non direttamente collegate al ciclo produttivo agricolo.
Come richiedere il credito d’imposta
La domanda per il credito d’imposta deve essere presentata esclusivamente attraverso la piattaforma telematica dell’AGEA. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato al 30 settembre 2026. Alla richiesta devono essere allegate le fatture relative agli acquisti effettuati nel periodo agevolato.
L’AGEA determinerà successivamente l’ammontare delle risorse richieste e la percentuale effettivamente spettante. Se le domande restano entro lo stanziamento disponibile, il credito raggiungerà il 20%; in caso contrario, l’aliquota verrà rideterminata proporzionalmente.
Utilizzo del credito concesso
Il credito concesso può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre 2026. È importante conservare tutta la documentazione utile a dimostrare sia l’effettivo sostenimento della spesa sia la riconducibilità degli acquisti alle attività ammesse dall’agevolazione.
Controlli e sanzioni
Il riconoscimento dell’agevolazione non esclude i successivi controlli. Qualora l’Agenzia delle Entrate accerti che il credito d’imposta è stato utilizzato indebitamente, in tutto o in parte, ne darà comunicazione telematica all’Agea. L’Agea avvierà quindi il procedimento per il recupero delle somme non spettanti, che potrebbero includere anche interessi e sanzioni.
Per questo motivo, è fondamentale che le imprese conservino tutta la documentazione necessaria per dimostrare la legittimità delle spese sostenute e la loro conformità ai requisiti previsti dalla normativa.



