Nel panorama finanziario italiano i primi nove mesi del 2026 hanno evidenziato una performance inaspettata per i prodotti di credito al consumo e per i mutui prima casa. Nonostante il rialzo dei tassi di interesse, le famiglie hanno continuato a ricorrere a questi strumenti, sostenendo così il mercato immobiliare.
Andamento positivo del credito al consumo e dei mutui nel 2026
Secondo i dati diffusi da Assofin, il volume dei finanziamenti al consumo è cresciuto del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il segmento più dinamico è stato la cessione del quinto, che ha mantenuto un ritmo di erogazione superiore alla media. I finanziamenti finalizzati, in particolare per auto e moto, hanno registrato un incremento, mentre i **prestiti personali** hanno mostrato una crescita più moderata, riflettendo una cautela diffusa tra le famiglie.
Mutui per l’acquisto abitativo: un leggero balzo del 1,3%
Le nuove concessioni di mutui per l’acquisto dell’abitazione sono aumentate dell’1,3% su base annua, anche se i tassi di interesse sono stati al rialzo. Questo risultato suggerisce una certa resilienza della domanda abitativa, che continua a contribuire al dinamismo del mercato delle compravendite residenziali. Al contempo, le surroghe hanno subito un calo drastico del 68,6%, segnale della fine della fase di espansione monetaria e della diminuzione della convenienza nel trasferimento dei mutui.
Prospettive di domanda per mutui e credito al consumo nel quarto trimestre
Le banche dell’area euro, interrogate dalla BCE, hanno indicato una notevole contrazione nelle richieste di mutui per abitazione, con una previsione di -36% rispetto al trimestre precedente. Parallelamente, il credito al consumo dovrebbe registrare un decremento del -14%. La stima è basata su un saldo netto negativo, che riflette l’incertezza legata ai costi del denaro e al rafforzamento dei criteri di erogazione.
Settori emergenti: finanza per l’intelligenza artificiale
Nonostante il calo complessivo, le indagini BCE mostrano una tendenza graduale ma persistente verso il finanziamento di infrastrutture digitali legate all’intelligenza artificiale, in particolare i data center. Le richieste di credito in questo ambito sono destinate soprattutto a fornitori di infrastrutture, più che a sviluppatori di software o alle imprese che intendono adottare tali tecnologie.
Il 2026 ha avuto due volti contrastanti: da una parte, i dati di Assofin segnalano una crescita solida di credito al consumo e mutui, mentre le previsioni della BCE per il quarto trimestre dipingono un quadro di contrazione. Questa dualità evidenzia l’importanza di monitorare sia le dinamiche di breve periodo sia gli effetti di politiche monetarie più ampie, soprattutto per le famiglie e per gli operatori del settore immobiliare.



