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29 Ottobre 2026

Dopo l’esdebitazione: miti e realtà sui mutui e sul credito al consumo

Verità e falsi miti su mutui e credito al consumo dopo l’esdebitazione, con dati recenti e indicazioni pratiche

Dopo l’esdebitazione: miti e realtà sui mutui e sul credito al consumo

Quando una persona ottiene l’esdebitazione, la prima preoccupazione è spesso legata al futuro: è possibile tornare a chiedere un mutuo o un credito al consumo? Le risposte che circolano nei forum, nei bar o anche tra gli sportelli bancari sono spesso contraddittorie e alimentano paure infondate.

Miti più diffusi sull’accesso al credito dopo l’esdebitazione

Il primo mito sostiene che la legge proibisca assolutamente di chiedere nuovi finanziamenti. Questa credenza nasce da tre frammenti normativi interpretati in modo errato: la riduzione delle cause di ineleggibilità in caso di liquidazione, l’esclusione di chi ha abusato del credito prima della procedura e la limitazione del numero di esdebitazioni consentite. Niente di questi indica un divieto futuro; al contrario, l’articolo 278 del CCII dichiara che l’esdebitazione è una liberazione dai debiti esistenti, non una interdizione sul credito nuovo.

Limiti di tempo e numero di esdebitazioni

L’implicazione che “una volta esdebitato non si può più indebitarsi” è una semplificazione eccessiva. Per i sovraindebitati incapienti la norma prevede un’unica possibilità di accedere al beneficio, ma ciò non impedisce di contrarre nuovi debiti dopo che il provvedimento è stato emesso, purché il richiedente rispetti i criteri di valutazione creditizia vigenti.

Effetto sulle segnalazioni in CRIF

Un altro fraintendimento comune è che il decreto di esdebitazione cancelli immediatamente le segnalazioni alla Centrale Rischi. In realtà, le iscrizioni rimangono fino a quando le banche non aggiornano i propri archivi; l’effetto è quindi differito e non automatico.

Normativa vigente e ruolo delle banche nella concessione di mutui

Le istituzioni finanziarie sono tenute a valutare il merito creditizio di ogni richiedente, indipendentemente dal suo passato. L’articolo 124-bis del Testo unico bancario, riscritto dal D.Lgs. 212/2025, stabilisce che per il credito ai consumatori e per i mutui, la banca deve effettuare un’analisi completa delle capacità di rimborso, tenendo conto anche di eventuali benefici come il Fondo prima casa garantito dallo Stato. Pertanto, non esiste alcun obbligo legale per la banca di concedere il finanziamento; la decisione resta discrezionale e basata sul profilo del richiedente.

In pratica, chi ha ottenuto l’esdebitazione può presentare domanda di mutuo, ma deve dimostrare una situazione finanziaria stabile: reddito corrente, eventuali lavori o pensioni, e l’assenza di pratiche scorrette come la falsificazione di dichiarazioni. Qualsiasi tentativo di occultare il provvedimento presso la banca può comportare la rescissione del contratto e, nei casi più gravi, la perdita del beneficio di esdebitazione.

Il contesto attuale del credito al consumo in Italia

Le statistiche più recenti mostrano una crescita preoccupante del debito delle famiglie. Nel 2025, escludendo i mutui, i contratti di credito al consumo hanno raggiunto i 178 miliardi di euro, con un incremento del 62 % rispetto al decennio precedente. Se si aggiungono i mutui, il totale complessivo di indebitamento delle famiglie supera i 612 miliardi di euro.

Le ragioni principali di questo indebitamento sono spese impreviste, acquisto di auto, mobili o elettrodomestici, e l’inflazione che erode il potere d’acquisto, mentre salari e pensioni rimangono stagnanti da trent’anni. Il 60 % del PIL è generato dai consumi familiari; un aumento rapido del debito rispetto al reddito rende le famiglie vulnerabili a situazioni di insolvenza.

Geograficamente, l’Umbria è la regione più esposta, seguita da Toscana e Sicilia; al contrario, il Friuli-Venezia Giulia, la Basilicata e il Trentino-Alto Adige mostrano i livelli più contenuti. La media nazionale di indebitamento pro capite è di 6 657 euro. A livello provinciale, Siracusa, Massa-Carrara, Lodi e Pistoia risultano le più indebitate, mentre Trento, Sondrio e Bolzano sono le meno esposte.

Gli interessi applicati al credito al consumo oscillano tra il 7 % e il 14 %, a cui si aggiungono commissioni, spese di istruttoria e penali. Questi costi, seppur legali, assumono la connotazione di strozzinaggio mascherato, soprattutto per le famiglie che già faticano a far quadrare il bilancio mensile. L’adozione di politiche salariali più incisive e l’estensione di agevolazioni fiscali a tutti i cittadini, non solo a una ristretta élite, potrebbero mitigare questa tendenza all’indebitamento eccessivo.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.