Salta al contenuto
30 Agosto 2026

Extraprofitti banche e fondi Safe: lo scontro tra Salvini e Tajani

Lega e Forza Italia sono in disaccordo sulla tassazione degli extraprofitti delle banche e sull'utilizzo dei fondi Safe per la Difesa

Extraprofitti banche e fondi Safe: lo scontro tra Salvini e Tajani

La tensione tra Lega e Forza Italia continua a crescere, questa volta sul tema della tassazione degli extraprofitti delle banche e delle compagnie energetiche, nonché sull’utilizzo dei fondi Safe per la Difesa. I due partiti di maggioranza sembrano incapaci di trovare un accordo su queste questioni cruciali, con dichiarazioni pubbliche e comunicati stampa che alimentano il conflitto.

Antonio Tajani, leader di Forza Italia, ha espresso chiaramente la sua opposizione a qualsiasi forma di tassazione sugli extraprofitti, definendola un concetto che gli ricorda l’Unione Sovietica. Tajani sostiene che le aziende dovrebbero contribuire in modo concordato, ma non attraverso l’imposizione di nuove tasse. La sua posizione è in netto contrasto con quella di Matteo Salvini, leader della Lega, che invece promuove la tassazione degli extraprofitti come un modo per ottenere risorse aggiuntive per lo Stato.

La proposta di Salvini per una tassa sugli extraprofitti

Salvini ha presentato una proposta dettagliata per tassare gli extraprofitti delle banche, concentrandosi sulla differenza tra interessi attivi e passivi. Secondo i suoi calcoli, questa misura potrebbe generare almeno 2 miliardi di euro all’anno, con un’aliquota del 5%. Il vicepremier ha citato l’esempio della Spagna, dove una tassa simile ha portato a raccogliere 5 miliardi di euro nei primi tre anni senza intaccare la redditività delle banche.

Salvini ha anche minimizzato i rischi di una fuga di capitali, affermando che le banche operano con le garanzie dello Stato e godono di una posizione privilegiata. Ha sottolineato che in un momento delicato, chi ha di più dovrebbe contribuire maggiormente. Inoltre, ha annunciato l’intenzione di proporre uno scostamento di bilancio per far fronte alle conseguenze delle guerre in corso, chiedendo almeno 20 miliardi di euro per compensare le maggiori spese nei cantieri.

Il dibattito sui fondi Safe per la Difesa

Un altro punto di contrasto riguarda l’utilizzo dei fondi Safe per la Difesa, con il governo italiano che ha richiesto l’uso di 8,9 miliardi dei 14,9 miliardi prenotati in precedenza. Tajani ha spiegato che questa riduzione è necessaria per investire di più in sanità e politiche sociali. Tuttavia, la dichiarazione iniziale del ministro degli Esteri, che aveva parlato di utilizzare tutti i fondi Safe, aveva creato scompiglio all’interno della maggioranza, costringendo Tajani a fare marcia indietro.

La Lega, tradizionalmente scettica sulle spese militari, ha espresso dubbi sull’utilizzo dei fondi Safe, rendendo evidente la divisione all’interno del governo. Tajani ha ribadito che è il mercato a dover decidere, non la politica, e che il ruolo del governo è quello di stabilire e far rispettare le regole.

Le banche italiane e la tassa sugli extraprofitti

Nonostante le tensioni politiche, le banche italiane si trovano in una posizione solida, con bilanci robusti e una forte slancio commerciale. Secondo Scope Ratings, anche una nuova sovratassa sugli utili non indebolirebbe significativamente il loro profilo creditizio. Tuttavia, questa tassa potrebbe alimentare ulteriormente il risiko bancario nazionale e influenzare il sentiment degli investitori.

Le banche italiane hanno registrato utili record negli ultimi anni, con un’imposizione fiscale già elevata rispetto ai concorrenti europei. La tassa sugli extraprofitti, se introdotta, potrebbe avere un impatto neutro dal punto di vista del credito per la maggior parte dei grandi istituti, ma potrebbe complicare la pianificazione del business per gli operatori.

Mentre Salvini spinge per una tassa sugli extraprofitti e uno scostamento di bilancio, Tajani preferisce un approccio più cauto, basato sul rispetto delle regole di mercato. Le banche italiane, nel frattempo, continuano a navigare in acque turbolente, con bilanci solidi ma sotto la minaccia di nuove imposizioni fiscali.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.