Il dibattito sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere ha riacceso le polemiche in Italia. Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, ha espresso una posizione netta contro questa misura, sostenendo che potrebbe avere effetti negativi sull’economia e sugli investimenti.
In un’intervista, Tajani ha citato il giudizio di Daniel Yergin, esperto mondiale di energia, per sottolineare come la tassazione degli extraprofitti abbia una storia di fallimenti. Secondo il ministro, questa misura distorce gli investimenti e rischia di accelerare la deindustrializzazione dell’Europa.
Il dialogo come alternativa alla tassazione
Tajani ha spiegato che, sebbene le compagnie petrolifere facciano profitti ingenti, il metodo del governo italiano è quello giusto: il dialogo e l’accordo con le compagnie. Questo approccio ha permesso di coprire le spese fino al 5 settembre 2026, senza ricorrere a una tassa sugli extraprofitti.
Il ministro ha criticato il concetto stesso di extraprofitto, definendolo vago e soggettivo. “Chi lo decide? Un burocrate della Commissione europea, uno del ministero? Esiste il profitto e sui profitti si pagano le tasse”, ha affermato Tajani. Secondo lui, annunci roboanti o minacce spaventano i mercati e danneggiano le aziende italiane, tra cui l’Eni.
Le critiche alla sinistra e la politica del dialogo
Tajani ha criticato le proposte della sinistra, definendole ispirate all’odio di classe e alla guerra sociale piuttosto che a un’operazione economica. Ha sottolineato che la politica del dialogo è vincente, citando gli accordi con banche e assicurazioni che porteranno alle casse pubbliche 10,2 miliardi di euro nel triennio 2026-2028.
“Il confronto ottiene più della tassazione degli extraprofitti. È vincente la politica del dialogo, è perdente quella dello Stato vessatorio: lo Stato non può essere lo sceriffo di Nottingham”, ha dichiarato Tajani, riferendosi alla necessità di evitare un approccio repressivo.
Le misure strutturali per l’energia e la sicurezza
Il ministro ha parlato anche delle misure strutturali necessarie per l’energia, sottolineando l’importanza di interventi mirati per chi ha i redditi più bassi, il ceto medio e le imprese. Ha menzionato i 14 miliardi di flessibilità per l’energia e l’uso del Safe per interventi sociali e sanitari.
Tajani ha ribadito l’impegno del governo a sostenere l’industria italiana, evitando di comprare strumenti militari dagli Stati Uniti. “La credibilità di un Paese porta investimenti e favorisce la crescita economica. Servono stabilità e serietà”, ha affermato.
Infine, Tajani ha parlato della situazione internazionale, escludendo un coinvolgimento diretto della Nato nelle tensioni con la Russia. Ha sottolineato l’importanza di messaggi di pace e di iniziative che riducano la tensione, come la visita del capo della Cia a Mosca.
Le proposte di Forza Italia per la manovra
In vista della manovra, Forza Italia punta sul taglio delle tasse per il ceto medio. Tajani ha elencato alcune proposte, tra cui l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60mila euro, la riduzione delle tasse sulle tredicesime e l’introduzione di una flat tax premiale per chi produce di più.
“Ridurre le tasse può aumentare i consumi, la produzione e le entrate dello Stato. È la visione liberale dell’economia”, ha concluso Tajani, sottolineando l’importanza di favorire le start-up e detassare chi assume giovani.



