Dopo mesi di attesa e tensioni interne alla maggioranza, l’Italia ha finalmente inviato la richiesta formale a Bruxelles per accedere ai fondi Safe lo strumento europeo destinato a finanziare gli acquisti militari. La richiesta, arrivata con mesi di ritardo a causa delle resistenze della Lega punta a ottenere 8 miliardi di euro per il riarmo.
La decisione arriva dopo settimane di incertezza e dibattiti interni, con la Commissione europea che ha sollecitato più volte Roma a fare chiarezza sulle proprie intenzioni. Il governo italiano aveva inizialmente prenotato 14,9 miliardi di euro ma le tensioni politiche e le divergenze interne avevano rallentato il processo.
Il confronto tra Roma e Bruxelles
Secondo le ultime informazioni, l’Italia utilizzerà una larga maggioranza dei fondi prenotati, con una cifra che potrebbe superare gli 8 miliardi inizialmente ipotizzati. Il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier ha dichiarato che le rassicurazioni ricevute da Roma sono sufficienti per affermare che l’Italia rimane pienamente impegnata nel progetto europeo di difesa.
Il confronto tra Roma e Bruxelles ha fatto passi avanti significativi nell’ultimo mese. La Commissione ha avuto scambi con l’Italia su due punti principali: l’importo finale che l’Italia potrebbe prendere e i tempi della decisione. Regnier ha sottolineato che l’Italia ha assicurato che informerà Bruxelles in tempo per consentire la firma dell’accordo e una tempestiva redistribuzione delle risorse residue.
Le tensioni interne e le rassicurazioni europee
Il dossier ha alimentato interrogativi sulle reali intenzioni del governo Meloni e ha fatto emergere sensibilità differenti all’interno della maggioranza. La Lega si è mostrata nettamente contraria a un aumento della spesa militare, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva inizialmente annunciato l’intenzione di utilizzare tutti i 14,9 miliardi prenotati, per poi precisare che quella somma rappresentava il massimo prenotato.
La Commissione europea aveva avvertito che dicembre non rappresentava una tempistica compatibile con la necessità di recuperare e riallocare agli altri Stati membri le somme eventualmente non utilizzate. Il prestito Safe mette a disposizione complessivamente 150 miliardi di euro di prestiti per sostenere investimenti e acquisti comuni nel settore della difesa.
Le deroghe al Patto di Stabilità
Nel frattempo, l’Italia ha annunciato l’intenzione di attivare le deroghe al Patto di Stabilità per le spese nell’energia. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha comunicato al Senato che il prestito Safe offre un interesse vantaggioso rispetto a un titolo di Stato, anche se non è totalmente paragonabile, vista la struttura differente del prestito.
La questione del finanziamento della difesa domina il dibattito politico da settimane, intrecciandosi anche con il confronto sulla decisione di attivare o meno la clausola nazionale di salvaguardia per la spesa militare. Nonostante le tensioni, l’Italia ha assicurato alla Commissione europea che resterà pienamente a bordo del progetto europeo di difesa.



