Dal 20 novembre 2026, il mondo del credito al consumo subirà una trasformazione significativa. Le nuove regole europee, che aggiornano il quadro normativo del 2008, introducono cambiamenti sostanziali nella concessione dei prestiti, con l’obiettivo di offrire maggiore tutela ai consumatori. Tuttavia, queste novità potrebbero anche rendere più difficile l’accesso al credito, anche per importi modesti.
Secondo il Barometro Crif nel primo semestre del 2026, la domanda di credito delle famiglie italiane è aumentata del 2,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche l’importo medio richiesto è cresciuto, raggiungendo i 7.302 euro, con un incremento del 9,1%. In particolare, il Buy Now Pay Later (Bnpl) ha registrato un aumento del 13,6%, con un importo medio di 1.332 euro, mentre i prestiti personali sono saliti del 5,6% con un importo medio di 11.724 euro.
Le novità introdotte dalle nuove regole
Le nuove normative europee mirano a modernizzare il quadro del credito al consumo, includendo fenomeni recenti come i prestiti online, gli acquisti digitali con finanziamento e il Bnpl. Questi metodi di pagamento, partiti dal Nord Europa, hanno visto un boom anche in Italia. Secondo la Banca d’Italia le transazioni Bnpl sono passate da circa un miliardo di euro nel 2021 a quasi dieci miliardi nel 2025. Circa un italiano su tre ha utilizzato almeno una volta questi servizi, con una quota che è salita dal 4% nel 2022 al 30% nel 2024.
Tuttavia, il tasso di default rimane sotto controllo, anche se emerge una tendenza preoccupante: l’uso di questi metodi di pagamento è aumentato anche tra le famiglie con redditi più bassi. Tra le famiglie con più di un debito o credito al consumo, la probabilità di utilizzare il Bnpl aumenta di quasi il 20%. Questo può portare a un rischio di sovraindebitamento, soprattutto se si considerano le piccole cifre e la facilità di accesso a questi prestiti.
La valutazione del merito creditizio
Il cuore della riforma riguarda la valutazione del merito creditizio con un’attenzione particolare alla sostenibilità complessiva del debito. Prima di concedere un prestito, i finanziatori dovranno valutare in modo più rigoroso la capacità di rimborso del richiedente. Per la prima volta, se la verifica preliminare porta un esito sfavorevole, scatta il divieto esplicito di concedere il credito.
Le banche dovranno fare attenzione, ma i consumatori saranno più protetti. Su Internet, i micro crediti sono di facile accesso, spesso presentati senza interessi e con commissioni basse. Tuttavia, basta non rispettare una rata, anche su operazioni di importo contenuto, per incorrere in penali pesantissime che spesso si ignorano. Per la verifica preliminare, ci si potrà avvalere dell’intelligenza artificiale mentre i social network saranno esclusi dalle fonti utilizzabili.
I requisiti per la pubblicità
Le nuove regole introducono requisiti più stringenti per la pubblicità sui prestiti. Saranno vietati gli spot che incoraggiano a chiedere credito, suggeriscono che migliora il tenore di vita o sostengono che i finanziamenti già in corso o le segnalazioni presenti nelle banche dati non incidono. Anche gli annunci che spingono agli acquisti senza fornire dettagli su oneri e costi o usano tecniche manipolatorie dei cosiddetti dark patterns saranno banditi.
Gli annunci promozionali dovranno contenere tutte le informazioni di base e assicurare un contatto diretto con un operatore per eventuali chiarimenti. Inoltre, è rafforzato il diritto di recesso senza penalità e l’estinzione anticipata del prestito senza oneri aggiuntivi, entro i limiti e alle modalità stabilite dalla legge.
Non è ancora possibile definire la modalità con cui sarà applicata la norma poiché le istituzioni nazionali come la Banca d’Italia non si sono ancora espresse con le linee guida di attuazione. Se i decreti attuativi o le disposizioni dovessero tardare, il mercato beneficia di un regime transitorio. L’adeguamento slitterà a 90 giorni dopo l’entrata in vigore delle nuove regole di vigilanza. Fino ad allora, restano validi i vecchi contratti e le norme precedenti.



