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29 Luglio 2026

Truffe ai danni del Fondo di Garanzia MCC: scoperta una rete di frodi in Puglia

Una maxi-inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Brindisi, ha portato alla luce un giro di truffe ai danni del Fondo di Garanzia MCC.

Truffe ai danni del Fondo di Garanzia MCC: scoperta una rete di frodi in Puglia

Un’intricata rete di frodi che ha sfruttato i finanziamenti pubblici per ottenere prestiti bancari è stata scoperta in Puglia. L’indagine, coordinata dalla Procura di Brindisi, ha portato all’identificazione di 145 indagati e 252 ipotesi di reato. Le accuse riguardano l’indebita percezione di erogazioni pubbliche, malversazioni e truffa.

Il ruolo del Fondo di Garanzia MCC

Il Fondo di Garanzia MCC è uno strumento fondamentale per le micro, piccole e medie imprese che faticano ad accedere al credito. Nel primo trimestre del 2026, il fondo ha accolto oltre 60.000 domande per finanziamenti complessivi che sfiorano i 10,9 miliardi di euro. Tuttavia, questa opportunità è stata sfruttata da una rete di frodi che ha presentato pratiche basate su documenti falsificati.

I due presunti sodalizi

L’inchiesta ha individuato due presunti sodalizi. Il primo, guidato dai commercialisti Franco Cazzorla e Leopoldo Platis, avrebbe falsificato documenti fiscali per ottenere finanziamenti. Il secondo, guidato da Michele Di Donna e Danilo Contardi, avrebbe creato società ad hoc per accedere ai finanziamenti pubblici.

Il ruolo dei facilitatori

All’interno di questa rete, vari soggetti hanno svolto ruoli specifici. Silvia Macculi, dipendente della Banca Popolare Pugliese, avrebbe monitorato lo stato delle richieste basate su documenti falsificati. Michele Di Donna, ex assessore del Comune di Brindisi, avrebbe individuato i soggetti disponibili a partecipare al giro di frodi. Paolo Palma e Mario Marangio sono ritenuti reclutatori, mentre Federico Ferrara, Domenico Allegrini, Gianluca Totaro e Angelo Solidoro sono considerati altri scout.

I guadagni illeciti

I guadagni illeciti sarebbero stati significativi. Franco Cazzorla avrebbe ricevuto 317.159 euro per 57 pratiche, mentre Leopoldo Platis avrebbe ottenuto 176.667 euro per 79 pratiche. Francesco Taurino avrebbe messo a disposizione conti correnti e carte per far affluire il denaro e schermare gli altri membri della rete.

L’importanza dell’accompagnamento professionale

L’inchiesta evidenzia l’importanza di un accompagnamento professionale per le imprese che cercano di accedere ai finanziamenti pubblici. FederTerziario Credito, ad esempio, lavora a fianco delle imprese per strutturare le pratiche in modo corretto e documentato. Questo servizio è fondamentale per evitare errori che potrebbero portare a ritardi o rifiuti delle domande.

L’indagine è ancora in corso e le accuse devono essere confermate nelle fasi successive del procedimento. Tuttavia, questa maxi-inchiesta ha messo in luce un problema serio che richiede maggiore vigilanza e controllo nel settore dei finanziamenti pubblici.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.