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27 Settembre 2026

Crédit Agricole: il candidato più probabile per la fusione con Banco BPM

Castagna chiude la porta a MPS e preannuncia una fusione guidata dal principale azionista francese.

Crédit Agricole: il candidato più probabile per la fusione con Banco BPM

Il Banco BPM si trova al crocevia di una decisione strategica cruciale. Il 25 settembre 2026, il suo amministratore delegato, Giuseppe Castagna ha dichiarato di non accettare l’offerta di MPS definendola “a sconto” e poco appetibile per gli azionisti. L’intervento è avvenuto durante un evento interno, a cui hanno partecipato i principali stakeholder della banca, ed è stato accompagnato da una chiara indicazione: la scelta del futuro partner dovrà avvenire insieme agli azionisti senza pressioni esterne.

Rifiuto dell’offerta di MPS e ragioni esplicite

Castagna ha sottolineato che, in virtù della passivity rule in vigore, la banca non può esprimersi in maniera definitiva finché il consiglio non avrà valutato l’intera proposta. Tuttavia, ha espresso un giudizio netto sull’operazione di Siena, definendola “purtroppo non a premio, anzi a sconto”. Secondo il CEO, accettare tale offerta metterebbe Banco BPM in una posizione di passività limitando la capacità della società di compiere mosse strategiche per le proprie esigenze di crescita.

Il ruolo del consiglio e la scadenza del 29 ottobre

Il consiglio di amministrazione dovrà prendere una decisione entro il 29 ottobre, data entro la quale la passivity rule scadrà. Castagna ha lasciato intendere che le discussioni continueranno anche nelle prossime settimane, mantenendo aperta la possibilità di valutare alternative più vantaggiose per il gruppo.

Crédit Agricole: il principale azionista e la possibile fusione

Con una partecipazione del 29,3% del capitale, Crédit Agricole è il maggior azionista di Banco BPM e svolge un ruolo determinante nella definizione della strategia futura. Il dipartimento generale della banca francese, rappresentato da Clotilde L’Angevin, ha già espresso una preferenza per una combinazione tra Banco BPM e Crédit Agricole Italia definendola “molto interessante”.

La linea della Banque Verte è chiara: l’offerta di MPS sarebbe poco attrattiva e non creerebbe valore per gli azionisti di Banco BPM. In contrasto, una fusione con Crédit Agricole Italia consentirebbe di consolidare la presenza sul territorio italiano, sfruttando le sinergie tra le due realtà e rafforzando la capacità di competere con i grandi gruppi nazionali.

Conflitti di interesse e vigilanza antitrust

Il fatto che Crédit Agricole sia al contempo azionista di maggioranza di Crédit Agricole Italia e detentore di una quota significativa di Banco BPM ha sollevato dei dubbi di conflitto d’interesse. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua comunicazione di febbraio 2026, ha chiesto al Consiglio di amministrazione di Banco BPM di monitorare attentamente la situazione per evitare possibili distorsioni della concorrenza. Tale vigilanza sottolinea la delicatezza del contesto e la necessità di una gestione trasparente delle decisioni di governance.

Al momento, la strategia più probabile rimane quella di un avvicinamento graduale: Crédit Agricole potrebbe chiedere alla BCE di superare il limite del 29,9% di partecipazione, ma gli operatori di mercato ritengono improbabile un’offerta ostile. La banca francese ha finora mostrato una posizione “soft”, preferendo negoziazioni amiabili e a lungo termine piuttosto che azioni aggressive.

Prospettive future e scenari possibili

Se la scelta si orienterà verso Crédit Agricole, si aprirebbe la strada a una fusione che consoliderebbe la presenza francese nel panorama bancario italiano, creando una piattaforma più robusta per servire le PMI e i clienti retail. Al contrario, un eventuale rifiuto di entrambe le alternative lascierebbe Banco BPM in una situazione di stand-alone con la necessità di rivedere autonomamente il proprio modello di crescita.

Il prossimo mese sarà decisivo: il consiglio dovrà valutare la proposta di MPS, le potenziali sinergie con Crédit Agricole e le implicazioni regolamentari. Qualunque decisione, sarà inevitabilmente modellata dalla volontà degli azionisti, che al momento sembrano inclinarsi verso una risposta che preservi il valore per tutti gli stakeholder.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.