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16 Settembre 2026

Treasury 10 anni al 5% spinge mutui oltre il 7% e accende i timori di inflazione

I Treasury a 10 anni al 5% spingono i mutui sopra il 7% e fanno tremare le previsioni della Fed.

Treasury 10 anni al 5% spinge mutui oltre il 7% e accende i timori di inflazione

Negli ultimi giorni il rendimento del Treasury USA a 10 anni ha toccato la soglia del 5%, un livello non visto dai primi mesi del 2023. Parallelamente, il rendimento a 30 anni è salito al 5,35%, trascinando al di sopra del 7% il costo medio dei mutui a tasso fisso negli Stati Uniti. Questa impennata avviene a poche ore dalla riunione della Federal Reserve prevista per il 16 settembre, quando i mercati si attendono un aumento dei tassi di interesse.

Le cause di questo slancio sono molteplici: il prezzo del petrolio è tornato vicino ai 110 dollari al barile, rafforzando le preoccupazioni su possibili nuove pressioni inflazionistiche. Inoltre, i dati più recenti sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) mostrano un aumento mensile dello 0,3 % (che si tradurrebbe in un 3,6 % annuo) e un core CPI stabile intorno al 2,4 % annuo, confermando la tenacia dell’inflazione energetica.

Rendimenti Treasury al 5%: le cause del balzo

Il rendimento del Treasury a 10 anni ha superato il 5,02% martedì, mentre il titolo a 30 anni si è posizionato al 5,36%. Il fattore scatenante principale è il rialzo del prezzo del petrolio che ha spinto gli operatori a rivalutare le aspettative di inflazione a medio termine. Oltre al petrolio, la crescita dei salari e la resilienza del mercato del lavoro han alimentato le previsioni di una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed.

Prezzo del petrolio e pressione inflazionistica

Da quando il conflitto in Iran ha inasprito le tensioni geopolitiche, il prezzo del combustibile è aumentato del 16,3 % su base annua, con la benzina che ha registrato un +27,4 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tali incrementi hanno un impatto diretto sul core CPI che esclude le componenti più volatili, ma che resta sensibile alle dinamiche energetiche. Il mercato dei futures, basandosi sui dati recenti, assegna una probabilità del 90 % a un nuovo rialzo dei tassi della Fed.

Effetti sui mutui americani e sul mercato immobiliare

Il costo dei mutui negli Stati Uniti ha superato il 7%, una soglia che rende più oneroso il finanziamento di nuove abitazioni e potrebbe frenare la domanda immobiliare. I mutui a tasso fisso, legati ai rendimenti dei Treasury a lungo termine, subiscono direttamente il contagio dei rialzi, con un impatto potenziale sui prezzi delle case e sui bilanci delle imprese del settore edilizio. Inoltre, la forza del dollaro, con l’indice in crescita dello 0,5 % sopra i 99 punti, accentua il clima di avversione al rischio, spingendo gli investitori a rifugiarsi in asset meno sensibili al credito.

Prospettive sulla politica monetaria della Fed

I futures sui Fed Funds indicano un’alta probabilità (87,3 %) di un aumento di 25 punti base nella riunione del 16 settembre, mentre la possibilità di mantenere i tassi nella fascia 350-375 bps è scesa al 12,7 %. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha finora adottato un linguaggio ambiguo, abolendo la forward guidance e lasciando il mercato a interpretare le proprie aspettative. Nel frattempo, il Dollar Index continua a salire, segno di una maggiore cautela degli investitori di fronte a possibili shock economici.

Ripercussioni sul debito pubblico e sul mercato finanziario

Con un debito federale che supera i 40 trilioni di dollari, ogni incremento di 0,10 % del rendimento dei Treasury si traduce in circa 40 miliardi di dollari in più di interessi annuali; un punto percentuale intero costerebbe circa 400 miliardi. Il mercato dei Treasury è ora valutato intorno ai 32 000 miliardi di dollari, più di sette volte la dimensione del mercato del 2007. Fitch ha già avvertito che gli Stati Uniti sono vulnerabili a futuri shock economici a causa dell’alto livello di indebitamento, che supera il 100 % del PIL.

Il ruolo delle aspettative di utili di Wall Street

Nonostante l’aumento dei tassi, Wall Street ha chiuso la scorsa sessione in positivo, sostenuta da stime di utili ancora robuste. Il sito FactSet segnala una crescita prevista degli utili dell’S&P 500 del +28,7 % nel terzo trimestre del 2026 e del +26,3 % nel quarto, con una crescita annuale del +31,6 % per il 2026. Tuttavia, le previsioni per il 2027 mostrano un netto rallentamento, con un +15,1 % complessivo e un calo a +1,3 % nel secondo trimestre, indicando che il rialzo prolungato dei tassi potrebbe erodere la spinta agli utili nei prossimi anni.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.