La Banca centrale europea ha annunciato un nuovo aumento dei tassi di interesse di 0,25 punti percentuali, con effetti immediati sui mutui variabili. Questa decisione, presa durante il Consiglio direttivo tenutosi a Berlino, porta i tassi sui depositi al 2,50%, sui rifinanziamenti principali al 2,65% e su quelli marginali al 2,90%, con decorrenza dal 16 settembre 2026.
L’incremento, previsto dagli investitori, si inserisce in un contesto di rincari energetici e inflazione in aumento, con l’indice dei prezzi all’3,3% annuo ad agosto nell’eurozona. La Bce ha sottolineato l’incertezza delle prospettive economiche, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita, aggravati dallo shock energetico.
L’impatto sui mutui variabili
Secondo l’analisi di, un mutuo variabile standard di 126.000 euro in 25 anni vedrà un aumento della rata di circa 17 euro, passando da 614 a 631 euro. Da gennaio, la rata è già salita di 36 euro, e con l’ultimo rialzo, l’incremento complessivo raggiungerà i 53 euro entro fine anno. Nel 2027, i mutuatari potrebbero spendere oltre 600 euro in più di interessi rispetto a gennaio 2026.
Gli esperti attribuiscono l’aumento dei tassi alla crisi in Medio Oriente che continua a far salire i prezzi delle materie prime e, Non è escluso che questo possa non essere l’ultimo rialzo: i futures sull’Euribor prevedono un ulteriore aumento entro giugno 2027, con la rata che potrebbe arrivare a oltre 650 euro.
Le preferenze degli italiani
Nonostante l’aumento delle rate, gli italiani continuano a preferire i mutui a tasso fisso che rappresentano il 93% delle richieste. Tuttavia, la quota di chi opta per il variabile è salita dall’1% al 7%, grazie alle condizioni vantaggiose offerte all’inizio dell’anno, anche se negli ultimi mesi il vantaggio economico si è ridotto.
Le migliori offerte a tasso variabile partono da un TAN del 2,65% con una rata iniziale di 575 euro, circa 32 euro in meno rispetto alle migliori offerte a tasso fisso, che partono da un TAN del 3,15% e una rata di 607 euro. Nonostante l’aumento degli IRS, che influenzano i tassi fissi, le banche stanno contenendo gli spread per mantenere competitive le offerte.
Prospettive future e strategie
La situazione attuale rende più interessante il tasso fisso, soprattutto per chi ha già un mutuo variabile e valuta il passaggio a condizioni più stabili. Il fisso blocca il costo del mutuo e protegge da ulteriori rialzi dell’Euribor, diventando conveniente anche nel medio periodo.
Per chi deve scegliere o ha già un mutuo a tasso variabile, la maggiore stabilità del fisso può diventare interessante anche in prospettiva. Anche i fissi risentono dell’aumento degli IRS, ma le banche stanno contenendo gli spread per mantenere competitive le offerte.



