Negli ultimi mesi il Sindacato Nazionale Finanzieri (Sinafi) ha intensificato le sue comunicazioni verso il Comando Generale della Guardia di Finanza, alternando note tecniche, richieste organizzative e persino atti legali. Il quadro che emerge è fatto di questioni operative, di risorse e di tutela del personale che il sindacato ha portato all’attenzione dei vertici con una serie di documenti ufficiali.
Questo articolo ricostruisce le principali tappe, dal parere sul decreto di ripartizione fino alle diffide, passando per le istanze relative al FESI 2026 e per la lettera aperta al Comandante Generale, evidenziando punti di criticità e richieste formali avanzate dal Sinafi.
Il parere sul decreto di ripartizione e il FESI 2026
Con nota del 17 febbraio 2026 il Sinafi ha espresso un parere contrario sulla bozza di decreto ministeriale di ripartizione, segnalando profili di criticità tecnici e di equità nella distribuzione delle risorse. Parallelamente, il sindacato ha inoltrato una mail contenente richieste puntuali per il FESI 2026, chiedendo chiarimenti sui criteri di attribuzione e sull’impatto delle scelte sui salari accessori del personale.
Le osservazioni tecniche
Tra i rilievi più rilevanti figurano richieste di maggiore trasparenza sui parametri adottati e sull’eventuale impatto sui reparti più esposti a carichi di lavoro straordinari. Il Sinafi ha sottolineato la necessità di procedure che evitino disparità tra diverse articolazioni della Guardia di Finanza e ha chiesto che vengano chiariti i passaggi contabili e amministrativi che conducono alla ripartizione.
Richieste di intervento organizzativo e lettera aperta
Il 1° settembre 2026 il Sinafi ha trasmesso al Comando Generale una nota nella quale sollecitava la valutazione di misure urgenti a tutela del personale, invitando a considerare tutte le possibili soluzioni per attenuare tensioni e criticità operative. In un altro passaggio, il sindacato ha inviato una lettera aperta al Comandante Generale per chiedere condivisione sulle scelte organizzative e per sollecitare un confronto sulle misure da adottare.
Richieste di condivisione e controllo
Nel testo della lettera aperta il Sinafi ha richiamato l’attenzione sul valore del confronto istituzionale, proponendo incontri tecnici e verifiche periodiche sui processi che incidono direttamente sulla vita professionale dei finanzieri. L’obiettivo dichiarato era quello di passare da decisioni unilaterali a percorsi di condivisione, rafforzando così la legittimazione delle scelte.
Malumori, diffide e iniziative congiunte
La Segreteria Nazionale del Sinafi, con nota del 30 giugno 2026, ha evidenziato un diffuso malcontento tra il personale, collegato a criticità organizzative e a scelte che, a giudizio del sindacato, non hanno tenuto adeguatamente conto delle condizioni operative. A completare il quadro, il 12 giugno 2026 è stata inviata una formale diffida tramite lo Studio Legale Militare Tedeschi, con cui si è ufficialmente richiesto al Comando di adire a determinati adempimenti o di fornire risposte puntuali entro termini stabiliti.
Coordinamento con altre sigle
Non è mancata la cooperazione tra sigle: in una nota congiunta Usif, Sinafi e Silf hanno assunto posizioni comuni su alcune questioni di carattere generale, ribadendo la necessità di interventi condivisi per tutelare il personale e per garantire uniformità di trattamento. Questa azione coordinata ha avuto lo scopo di rafforzare la pressione istituzionale e di tentare di accelerare soluzioni pratiche.
Implicazioni e scenari possibili
Il susseguirsi di note, diffide e lettere pubbliche indica una fase di frizione che richiede risposte tempestive e circostanziate. Dal punto di vista operativo, la mancata risoluzione delle questioni sollevate potrebbe tradursi in un aumento del disagio interno e in un possibile impatto sulla capacità di servizio delle unità interessate.
Per il Comando Generale si profila la necessità di bilanciare vincoli normativi e risorse disponibili con le istanze di tutela del personale. Il dialogo, supportato da verifiche tecniche e da una comunicazione trasparente, rimane lo strumento più efficace per evitare l’escalation del conflitto.
Prospettive per il confronto
È probabile che gli sviluppi futuri passino attraverso incontri negoziali e chiarimenti amministrativi sulle procedure di ripartizione e sull’assegnazione del FESI 2026. Un percorso pragmatico potrebbe prevedere tavoli tecnici per rivedere i criteri applicati, schede di monitoraggio sull’applicazione delle misure e un calendario condiviso per rispondere alle istanze presentate.
In conclusione, le comunicazioni del Sinafi rappresentano un pacchetto organico di richieste che mette al centro la tutela del personale e la richiesta di regole più chiare. La capacità delle parti di dialogare su contenuti tecnici e organizzativi determinerà la qualità della soluzione che verrà adottata.
