I mercati finanziari europei hanno registrato un’inversione di tendenza, chiudendo in territorio negativo dopo un avvio promettente. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l’attesa per la decisione della Federal Reserve hanno pesato sui listini, creando un clima di incertezza e volatilità.
Gli investitori sono in attesa della decisione della Federal Reserve prevista per la serata del 29 luglio 2026. Sebbene il consenso degli analisti preveda un mantenimento dei tassi d’interesse attuali, l’attenzione è rivolta alle parole del presidente Jerome Powell e al comunicato ufficiale. Gli investitori cercano indicazioni sulla tenuta dell’economia statunitense, sulla traiettoria dell’inflazione e sulla salute del mercato del lavoro.
Tensioni in Medio Oriente e impatto sul petrolio
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno alimentato un nuovo rialzo del prezzo del petrolio, con il Brent che torna sopra i 90 dollari al barile. L’escalation delle ostilità tra Iran e Stati Uniti con attacchi missilistici e risposte militari, ha riportato al centro dell’attenzione i rischi per l’offerta energetica. Lo Stretto di Hormuz cruciale per il transito del petrolio, è nuovamente al centro delle preoccupazioni.
Il petrolio ha invertito bruscamente la rotta nella parte finale della seduta, con il WTI che ha guadagnato oltre il 4%. Questo rialzo ha interrotto una discesa durata tre giorni, la peggiore per il Brent dall’. La volatilità del petrolio rappresenta un dato significativo tra le diverse asset class, con l’OVX a 57,15 ancora superiore di oltre tre volte rispetto al VIX.
Performance dei listini europei e italiani
L’Euro Stoxx 50 ha chiuso in negativo a -0,65%, mentre l’Ftse Mib ha registrato un calo dello 0,6%. Anche gli altri listini del Vecchio Continente hanno mostrato debolezza: il Dax tedesco ha perso lo 0,06%, l’Ibex35 spagnolo l’1,6% e il Cac40 francese lo 0,7%. Tra i titoli di spicco del principale listino milanese, Eni ha mostrato una performance positiva, mentre Lottomatica Group ha chiuso in coda.
Sull’obbligazionario europeo, lo spread Btp/Bund è in forte salita, con il rendimento del decennale italiano a quota 4%. Sul forex, il cambio euro/dollaro è sceso a quota 1,1378, mentre il dollaro/yen è salito a 163,8. Tra le criptovalute, il Bitcoin ha registrato un rialzo, raggiungendo quota 64.069 dollari.
Appuntamenti macroeconomici e trimestrali
Tra i dati pubblicati oggi, in Germania l’indice dei prezzi alle importazioni ha frenato a giugno, registrando un -0,7% su base mensile rispetto al +0,7% della passata rilevazione. Su base annua, il dato ha mostrato una crescita del 6,1% dal precedente 6,8% e rispetto al 6% atteso dagli analisti.
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