Salta al contenuto
12 Luglio 2026

Monitoraggio Lea 2026: Veneto in testa, Calabria e Sicilia in coda

Il rapporto sul monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza 2026 rivela un'Italia sanitaria a due velocità, con il Veneto in testa e Calabria e Sicilia in coda

Monitoraggio Lea 2026: Veneto in testa, Calabria e Sicilia in coda

Il sistema sanitario italiano mostra ancora forti disparità territoriali, come emerge dal monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) relativo al 2026. Il rapporto, realizzato dal ministero della Salute, fotografa una situazione in cui alcune regioni eccellono mentre altre faticano a garantire servizi adeguati ai cittadini.

La classifica delle regioni vede il Veneto al primo posto, seguito dall’Emilia-Romagna e dalla Toscana. Piemonte e Provincia autonoma di Trento completano la top five, mentre la Lombardia si posiziona al sesto posto. Questi dati riflettono la capacità delle regioni di offrire servizi sanitari efficaci in tre aree fondamentali: assistenza ospedalieraassistenza distrettuale e prevenzione.

Le regioni in difficoltà e le aree critiche

Non tutte le regioni, tuttavia, superano la soglia di sufficienza. CalabriaSicilia e, a sorpresa, la Provincia autonoma di Bolzano non raggiungono il punteggio minimo di 60 in tutte le macro-aree. In particolare, la Calabria mostra carenze nell’assistenza distrettuale mentre Sicilia e Bolzano sono insufficienti nella prevenzione.

Il rapporto evidenzia un miglioramento generale del sistema sanitario, grazie anche agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e al rafforzamento dei servizi di prossimità. Tuttavia, le differenze tra le regioni persistono, creando disuguaglianze nell’accesso alle cure che compromettono l’equità del servizio sanitario nazionale.

Le sfide per il futuro della sanità italiana

Il prof. Nicola Montano Presidente della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) sottolinea l’importanza di un percorso di rafforzamento del sistema sanitario. “È fondamentale investire sull’integrazione tra ospedale e territorio e sul potenziamento della presa in carico dei pazienti cronici e con comorbidità”, afferma Montano.

La medicina interna è chiamata a gestire pazienti sempre più anziani e fragili, che risentono maggiormente delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. La complessità clinica crescente richiede percorsi assistenziali che escano dai presidi ospedalieri per avvicinarsi ai luoghi di vita dei pazienti, garantendo una presa in carico continuativa e riducendo gli accessi impropri nei pronto soccorso.

Il Nuovo Sistema di Garanzia realizzato in collaborazione con esperti istituzionali e del mondo universitario, si articola in 88 indicatori relativi ai tre macro-livelli di assistenza. Gli indicatori CORE permettono di valutare sinteticamente l’erogazione dei LEA attraverso il confronto con misure di riferimento, un punteggio per indicatore e un risultato regionale per macro-area di assistenza.

L’obiettivo è garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione di residenza, gli stessi standard di qualità, appropriatezza e tempestività delle cure. Solo così si potrà colmare il divario che ancora caratterizza la sanità italiana.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.