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24 Luglio 2026

Come le tensioni in Medio Oriente e gli investimenti in AI stanno influenzando l’economia globale

Le tensioni in Medio Oriente e i dubbi sull'intelligenza artificiale stanno scuotendo i mercati finanziari. Scopri come queste crisi stanno influenzando l'economia globale.

Come le tensioni in Medio Oriente e gli investimenti in AI stanno influenzando l'economia globale

Le tensioni geopolitiche e i dubbi sull’intelligenza artificiale stanno creando onde d’urto nei mercati finanziari. La crisi in Iran, riaccesasi a luglio, ha portato a un aumento dei prezzi del petrolio, con conseguenze immediate sull’economia italiana e globale. Contemporaneamente, gli investitori stanno rivalutando gli investimenti nell’AI, preoccupati per i costi elevati e i ritorni incerti.

In questo contesto, le Borse europee mostrano segnali di incertezza, con Piazza Affari che oscilla tra rialzi e ribassi. Le tensioni in Medio Oriente e i dubbi sull’AI stanno creando un clima di cautela tra gli investitori, che guardano con preoccupazione ai possibili impatti sull’economia globale.

L’impatto della crisi in Medio Oriente sull’economia italiana

La crisi in Iran ha avuto un impatto immediato sull’economia italiana. Secondo il Centro studi di Confindustria, il conflitto ha frenato il PIL nel secondo trimestre e continua a pesare sul terzo. L’inflazione rimane alta, e il canale del credito si sta irrigidendo. L’industria, già colpita da mesi di shock, sta vedendo un rallentamento degli investimenti, mentre i servizi si stabilizzano grazie al recupero del turismo estero.

La flessione dell’inflazione a giugno non deve trarre in inganno. L’inflazione è un fenomeno ‘vischioso’, e la moderazione non sarà istantanea. Nel 2026, l’inflazione italiana ha impiegato 12 mesi a scendere da +12,0% a +1,0%. Anche con un’inflazione transitoria, il gradino nel livello dei prezzi resta ed esercita effetti negativi sul PIL.

Le Borse europee e l’effetto petrolio

Le Borse europee stanno risentendo delle tensioni in Medio Oriente e dei dubbi sull’intelligenza artificiale. Il petrolio è tornato sopra quota 100 dollari, con i blocchi delle forniture che riguardano non solo lo Stretto di Hormuz ma anche quello di Bab-el Mandeb e l’export di petrolio russo nel Mar Nero. Gli investitori guardano con preoccupazione agli investimenti delle grandi aziende tecnologiche nell’AI.

Piazza Affari ha ampliato il proprio rialzo nell’ultima seduta settimanale, nonostante le tensioni in Medio Oriente e il balzo del petrolio. Il Ftse Mib ha registrato un aumento dello +0,82% a quota 51.738 punti. Tra le blue chip, Tim ha limato lo 0,13%, mentre Stellantis ha ceduto lo 0,67% dopo i dati di Volkswagen, che ha chiuso il trimestre con un crollo dell’utile netto del 33%. Tra gli altri industriali, Leonardo è salito dello 0,66%, mentre Fincantieri ha perso lo 0,35%. Per quanto riguarda gli energetici principali, Eni è arretrato dell’1%, mentre Enel è salito dello 0,49%. Positivi i bancari: Mps +2,04%, Intesa +1,88%, Unicredit +1,58%, Mediobanca +2,24%, Banco Bpm +1,92%, Bper +1,80%.

Le aspettative dei consumatori e gli investimenti nell’AI

A giugno, le aspettative dei consumatori sull’inflazione negli ultimi 12 mesi sono diminuite significativamente, così come le aspettative sull’inflazione nei prossimi 12 mesi. Le aspettative sull’inflazione a tre anni sono diminuite leggermente, mentre quelle a cinque anni sono rimaste invariate. Le aspettative di crescita del reddito nominale nei prossimi 12 mesi sono aumentate, mentre quelle di crescita della spesa nei prossimi 12 mesi sono diminuite. Le aspettative di crescita economica nei prossimi 12 mesi sono diventate meno negative, e il tasso di disoccupazione previsto tra 12 mesi è diminuito. Le aspettative di crescita del prezzo delle case nei prossimi 12 mesi sono diminuite, mentre quelle sui tassi di interesse dei mutui tra 12 mesi sono aumentate.

Gli investimenti nell’intelligenza artificiale stanno creando preoccupazioni tra gli investitori. I conti di Alphabet sono stati solidi, con una crescita dell’attività cloud dell’82% su base annua, superiore alle attese. Tuttavia, la corsa all’AI sta iniziando a pesare sui flussi di cassa. Per la prima volta dalla quotazione del 2004, il gruppo ha registrato un free cash flow negativo, a causa dell’esplosione degli investimenti in infrastrutture tecnologiche. Il mercato non mette in discussione il potenziale dell’AI, ma inizia a chiedersi se i ritorni economici arriveranno abbastanza rapidamente da giustificare gli attuali livelli di spesa.

In questo contesto, tornano d’attualità le parole pronunciate da Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase. Dimon ha avvertito che i mercati stanno sottovalutando una serie di rischi, dalle tensioni geopolitiche ai deficit pubblici, fino alle valutazioni elevate degli asset. Il manager ha citato guerre, tensioni tra Stati Uniti e Cina e l’aumento della spesa militare in un periodo di elevati deficit pubblici come possibili fattori di rischio. Anche sull’AI ha invitato alla prudenza, paragonando l’attuale entusiasmo alla bolla di investimenti dei primi anni di internet.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.