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20 Settembre 2026

Performance del lusso: impatto della guerra e segnali di ripresa

Una prima metà d’anno difficile per il lusso, ma le previsioni per il resto dell’anno mostrano segnali di ripresa grazie a investimenti e IA.

Performance del lusso: impatto della guerra e segnali di ripresa

Il settore del lusso ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con risultati al di sotto delle attese, influenzati da fattori esterni che hanno messo a dura prova la spesa dei consumatori. La combinazione di un conflitto in corso nel Medio Oriente e una fiducia dei consumatori ancora fragile ha creato un clima di incertezza che ha rallentato la crescita abituale di questo comparto, tradizionalmente più resiliente alle oscillazioni economiche.

Le analisi più recenti mostrano che, nonostante le difficoltà, vi sono segnali di ripresa nella seconda metà dell’anno. In particolare, i dati di luglio hanno registrato un aumento dell’11,1% delle vendite su base annua, un miglioramento rispetto all’8,0% di giugno, sebbene il primo trimestre avesse segnato un’impennata più consistente del 16,4%.

Impatto della guerra in Medio Oriente e tensioni USA-Iran

Le ostilità nella regione mediorientale hanno generato una percezione di rischio a livello globale, incidendo direttamente sulle decisioni di spesa di una clientela abituata a prodotti di alta gamma. Il principale elemento di attenzione per gli operatori del lusso è rappresentato dall’instabilità nelle relazioni tra Stati Uniti e Iran, che ha aumentato la cautela sia dei consumatori sia degli investitori.

Secondo il direttore degli investimenti per i brand di lusso, Flavio Cereda, la crescita del comparto è stata frenata più dalle tensioni geopolitiche che da una reale debolezza della domanda di base. Questo commento suggerisce che, una volta attenuate le tensioni internazionali, la spinta al consumo potrebbe riacquistare vigore, a condizione che le aziende mantengano una strategia di adattamento adeguata.

Risultati del secondo trimestre e dinamiche di spesa

Barclays ha evidenziato che il secondo trimestre si è mostrato più robusto del previsto, con una crescita organica superiore di circa 200 punti base rispetto alle stime iniziali. Tale risultato indica che, al netto di operazioni straordinarie e acquisizioni, le attività core del lusso hanno generato ricavi superiori alle aspettative di circa 2 punti percentuali.

Il dato di crescita organica è stato accompagnato da una ripresa della spesa in luglio, che ha superato l’11% su base annua. Anche se il ritmo di crescita è più contenuto rispetto al primo trimestre, l’accelerazione rispetto a giugno dimostra che la domanda non è scomparsa, ma sta assumendo un andamento più moderato.

Prospettive a medio-lungo: investimenti e intelligenza artificiale

Le previsioni di lungo periodo rimangono comunque ottimistiche grazie a due leve strategiche: investimenti mirati e l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale. Le tecnologie basate su IA consentono una personalizzazione più accurata dell’offerta, l’analisi predittiva dei comportamenti d’acquisto e l’automazione di processi produttivi, elementi che possono salvaguardare i margini in un contesto più volatile.

Per le case di moda, gioielleria e beni premium, l’implementazione di sistemi di machine learning si traduce in una migliore capacità di anticipare le tendenze, ottimizzare le scorte e migliorare l’esperienza del cliente. In sostanza, l’IA diventa un motore di efficienza e di differenziazione che potrebbe compensare la pressione esercitata dalle tensioni geopolitiche.

La sfida rimane quella di bilanciare la gestione del rischio geopolitico con investimenti tecnologici che possano sostenere la crescita organica nei mesi a venire.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.