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1 Settembre 2026

MPS e Intesa: la battaglia per il futuro del sistema bancario italiano

Le grandi banche italiane si sfidano per il controllo del sistema creditizio. Scopri le strategie e le contromosse in gioco.

MPS e Intesa: la battaglia per il futuro del sistema bancario italiano

Il mondo della finanza italiana è in fermento. Le grandi banche si stanno contendendo il controllo del sistema creditizio nazionale, con operazioni che valgono decine di miliardi di euro. Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena sono i protagonisti di questa partita, che vede coinvolti anche altri grandi player come Banco BPM e Banca Generali.

La posta in gioco è alta: non solo il controllo di importanti istituti di credito, ma anche il futuro del finanziamento dell’economia reale, del welfare e della cultura locali. Le decisioni prese in queste settimane avranno ripercussioni significative per lavoratori, correntisti e imprese.

La mossa di Intesa Sanpaolo

L’8 giugno 2026, Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto (OPS) su Monte dei Paschi di Siena, valutata circa 30,6 miliardi di euro. L’offerta, che prevede un concambio in azioni Intesa e una componente cash, è condizionata al raggiungimento del 66,67% del capitale di MPS. Intesa punta a integrare MPS e a creare un grande gruppo bancario europeo.

Per riuscirci, però, deve convincere gli azionisti del Monte dei Paschi a consegnare le proprie azioni. E qui inizia la vera sfida, perché l’azionariato di MPS è molto frammentato. Tra i principali soci figurano la holding della famiglia Del Vecchio Delfin, con circa il 17,5%, e il gruppo Caltagirone, con oltre il 10%. Il ministero dell’Economia, che mantiene una quota del 5%, ha già chiarito che non intende venderla in questa fase.

La contromossa di MPS

Il 21 agosto 2026, Monte dei Paschi di Siena ha risposto all’offerta di Intesa con una contromossa: due OPS volontarie, interamente in azioni, su Banco BPM e Banca Generali, per un controvalore complessivo di oltre 34 miliardi di euro. L’obiettivo è costruire un nuovo polo bancario e finanziario, rafforzando MPS e offrendo ai propri azionisti un’alternativa all’operazione di Intesa.

Per l’offerta su Banco BPM, l’azionista da osservare più attentamente è Crédit Agricole, che detiene poco meno del 30% del capitale ed è il primo socio della banca milanese. La sua posizione può pesare moltissimo sull’esito dell’operazione. Per MPS la sfida è

Diversa è la situazione di Banca Generali, dove il principale azionista è Assicurazioni Generali, che controlla circa il 50,1% della società. La posizione del Leone è quindi centrale. La risposta arrivata da Generali non è stata un sì all’operazione, ma neppure una chiusura. Il gruppo ha comunicato di essere disponibile a valutare la proposta MPS, sottolineando le potenziali opportunità di crescita e cooperazione industriale, ma precisando che non esiste alcun accordo preventivo.

Il ruolo degli azionisti

La vera sfida, in questa partita, è conquistare i voti degli azionisti. Per Intesa-MPS, la partita è la più incerta perché il capitale del Monte è frammentato e Intesa deve costruire un consenso molto ampio. Per MPS-Banco BPM, la posizione di Crédit Agricole e il comportamento degli investitori istituzionali sono fondamentali. Per MPS-Banca Generali, la scelta di Assicurazioni Generali può determinare da sola il destino dell’operazione.

In questo scenario, il governo ha dichiarato di non voler interferire. Il vicepremier Antonio Tajani ha sostenuto che non tocca alla politica infilarsi nel risiko bancario. La politica deve dare delle regole, vedere che le regole si rispettino e basta. Tajani ha ribadito la sua fiducia nel libero mercato, affermando che è il mercato che è sovrano e deve decidere cosa si fa.

Tuttavia, molti critici sostengono che questa posizione ignora gli interessi delle persone reali: lavoratori, correntisti, enti territoriali. Le grandi manovre finanziarie, infatti, potrebbero avere ricadute pesanti su posti di lavoro e sportelli sul territorio. Inoltre, per gli azionisti, l’offerta di Intesa resta la più solida, perché mette sul piatto un premio sul valore delle azioni. La freddezza nei confronti della proposta da parte proprio del Cda di BPM ne è la prova evidente.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.