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5 Novembre 2026

Mercato mutui italiano 2026: percentuali, scelte e inflazione

Scopri come l’aumento dei tassi sta trasformando il mercato mutui e riducendo il valore delle abitazioni disponibili.

Mercato mutui italiano 2026: percentuali, scelte e inflazione

Il panorama creditizio italiano si trova a navigare in acque torbide: l’incertezza macro-economica, le recenti decisioni della BCE e la ripresa dell’inflazione rendono più complesso il calcolo per chi desidera accendere un mutuo. Dopo due aumenti dei tassi di riferimento nel 2026, la banca centrale ha fissato il tasso sui depositi al 2,5%, quello sui prestiti al 2,65% e il rifinanziamento marginale al 2,90%. Questo fa lievitare il costo del denaro, penalizzando le famiglie e le imprese che chiedono credito, ma allo stesso tempo riduce la pressione inflazionistica sui prezzi finali.

Andamento del mercato dei mutui nel 2026

Secondo le analisi condotte da Kìron Partner, nell’intervallo gennaio-giugno 2026 sono stati erogati 26,47 miliardi di euro di mutui per l’acquisto di abitazioni, ovvero una flessione del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. La diminuzione complessiva è compensata da un incremento del 3,5% della domanda di nuovi mutui per la prima casa, mentre la domanda di operation di surroga (cambio di banca) è crollata del 62%, un fenomeno tipico quando i tassi di riferimento salgono. Nonostante il calo di volume, il settore rimane attivo: le previsioni indicano la concessione di circa 54-55 miliardi di euro entro la fine dell’anno, una variazione marginale rispetto al 2025.

Profilo del mutuatario italiano

Il mutuatario medio si sta rinnovando: l’età media è scesa sotto i 40 anni, segnale di una generazione più giovane pronta a entrare nel mercato immobiliare. Il 94% delle richieste è destinato all’acquisto della prima casa, mentre la seconda casa rappresenta appena il 2,3% del totale. La durata media di un mutuo resta elevata, intorno ai 27 anni, e l’importo medio erogato ammonta a 128.500 euro, valori rimasti stabili negli ultimi anni.

Inflazione e politiche della BCE: ripercussioni sui tassi

Alla fine di ottobre 2026 l’indice armonizzato dei prezzi (HICP) nell’Eurozona ha raggiunto il 4% su base annua, il livello più alto degli ultimi tre anni. L’Italia registra un’inflazione al 5,4% (5,6% con l’HICP), trainata soprattutto da un aumento del 21% dei prezzi dell’energia rispetto all’anno precedente. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno mantenuto il Brent sopra i 100 $, con ricadute sui costi di produzione e distribuzione. La BCE, pur avendo sospeso l’aumento dei tassi a ottobre, ha segnalato la possibilità di un nuovo rialzo di 25 punti base a dicembre, con il mercato che prevede ulteriori interventi restrittivi nel prossimo anno.

Effetto sui mutui: potere d’acquisto ridotto

Un esempio pratico evidenzia l’entità dell’impatto: un dipendente con un reddito netto di 2.130 € al mese può destinare al massimo il 30% al pagamento della rata, cioè 639 €. Con un tasso fisso medio a 30 anni del 2,58% (gennaio 2025) la rata permette di finanziare circa 160 000 €, sufficiente per acquistare una casa da 200 000 €. A ottobre 2026 lo stesso importo mensile, con il tasso medio salito al 3,35%, consente solo un finanziamento di 145 000 €, limitando l’acquisto a una proprietà di 181 000 €. La perdita di potere d’acquisto è di quasi 19 000 € (9,3%).

Indicazioni per chi vuole accendere un mutuo

Di fronte a questo contesto, il tasso fisso resta la scelta più diffusa (85% dei richiedenti) per la sua capacità di garantire stabilità finanziaria a lungo termine, soprattutto in un periodo di volatilità dei prezzi energetici. Il tasso variabile è riservato a una piccola minoranza (5%) che punta a sfruttare potenziali ribassi futuri. Il tasso misto, in crescita, permette di passare dal variabile al fisso all’interno dello stesso contratto, ma la clausola “cap” è spesso troppo costosa. Per chi è in procinto di comprare, è consigliabile monitorare l’andamento dell’inflazione, valutare la possibilità di una surroga in caso di ulteriore calo dei tassi e considerare la durata del mutuo in relazione alla propria capacità di rimborso.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.