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15 Giugno 2026

Iren a Genova: investimenti massicci nel 2026 e piano oltre un miliardo al 2030

Iren ha destinato a Genova 525 milioni di euro nel 2026 e annuncia un piano industriale che supera il miliardo entro il 2030: l’analisi mostra effetti su ricavi, posti di lavoro, fornitori locali e indicatori ambientali

Iren a Genova: investimenti massicci nel 2026 e piano oltre un miliardo al 2030

Nel quadro degli sviluppi industriali del gruppo, Iren ha concentrato su Genova investimenti per 525 milioni di euro nel 2026, cifra che testimonia il ruolo strategico della città nel progetto di crescita aziendale. Questo sforzo è parte di un piano più ampio che prevede oltre un miliardo di euro destinati all’area genovese entro il 2030, con interventi mirati su reti idriche, depurazione, infrastrutture del gas e sviluppo delle fonti energetiche. A corredo degli investimenti, lo studio che ha accompagnato la presentazione quantifica anche la dimensione economica e occupazionale legata alle attività locali.

Il modello utilizzato per misurare gli impatti considera il valore diretto, indiretto e indotto generato dall’attività del gruppo sul territorio. In termini concreti, nel 2026 il gruppo ha realizzato nella provincia di Genova ricavi per 585 milioni di euro e ha prodotto un valore aggiunto diretto superiore a 244 milioni di euro. Questi numeri collocano l’azienda tra le principali realtà industriali e di servizi della regione, con ricadute rilevanti sulle filiere locali e sulla capacità di attrarre competenze e innovazione.

Effetti su fornitori locali, filiere e redistribuzione

La presenza del gruppo sul territorio ha un effetto moltiplicatore sulle imprese fornitrici: nel 2026 sono stati acquistati beni e servizi per cifre rilevanti dall’area, con una quota consistente rivolta a piccole e medie imprese locali. In particolare, la collaborazione stabile con fornitori genovesi si traduce in migliori performance economiche e occupazionali rispetto ad aziende comparabili non inserite nella filiera, elemento che sottolinea il ruolo dell’azienda come capo-filiera territoriale. Inoltre, la partecipazione del Comune nelle compagini societarie ha contribuito a una redistribuzione di valore verso il territorio: il dividendo per azione è passato da 0,09 euro nel 2018 a 0,14 euro nel 2026, per un cumulato di 215 milioni di euro distribuiti tra il 2018 e il 2026.

Dati occupazionali e formazione

Sul fronte del lavoro, il gruppo impiega in Liguria 2.182 personedi cui 1.221 nella sola provincia di Genova; considerando l’indotto, l’impatto occupazionale complessivo supera i 3.100 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno. Tutti i dipendenti genovesi risultano assunti con contratti a tempo indeterminato o di apprendistato e negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo della presenza di giovani under 30. In parallelo, l’azienda ha investito in competenze: il 100% dei dipendenti ha partecipato ad almeno un programma formativo, con una media di ore di formazione pro capite in crescita rispetto al passato.

Innovazione, ambiente e performance operative in Liguria

L’orientamento all’innovazione emerge anche nella partecipazione a programmi europei e nella collaborazione con startup tecnologiche: il gruppo è coinvolto in 25 progetti a livello internazionale nei framework europei, con un budget complessivo che supporta attività di ricerca e sviluppo e finanziamenti a fondo perduto. Sul fronte dell’energia, in Liguria gestisce 34 impianti e il 95% dell’elettricità prodotta nella regione proviene da fonti rinnovabili, indicando una forte impronta sulla decarbonizzazione locale. Nel ciclo idrico la rete genovese registra perdite pari al 30,9%valore più efficiente rispetto alle medie regionale e nazionale.

Negli ultimi anni il gruppo ha anche ridotto le proprie emissioni di gas serra con una diminuzione media annuale del 3,6%migliorando l’intensità emissiva rispetto al fatturato. Questi risultati ambientali si sommano alle iniziative che collegano tecnologie avanzate, come la robotica e l’intelligenza artificiale per il trattamento dei rifiuti elettronici, sviluppate in collaborazione con realtà locali ad alto contenuto innovativo quali spin-off universitari e fondi di venture capital che supportano startup (il portafoglio conta decine di partecipazioni).

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.