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15 Giugno 2026

Come calcolare la valutazione post-money passo per passo

Una guida concreta al calcolo della valutazione post-money con esempi, formule e un mini foglio di calcolo per non sbagliare su diluizione e stock option.

Come calcolare la valutazione post-money passo per passo

Capire la valutazione post-money è essenziale quando una startup raccoglie capitale. Una stima precisa evita incomprensioni sull’equity ceduta e aiuta a progettare un percorso di crescita sostenibile. Con un metodo lineare e numeri semplici, si può passare dalla teoria alla pratica in pochi minuti, verificando l’impatto di ogni euro investito e di ogni punto percentuale nel portafoglio soci.

Questo percorso chiarisce cosa si intende per pre-money e post-moneycome si riflette la diluizione sul cap table e in che modo uno stock option pool modifica le quote. A chiudere, un mini foglio di calcolo replicabile per esercitarsi e ottenere risultati coerenti con le prassi di mercato, senza formule criptiche.

Pre-money vs post-money: definizioni e formule base

La valutazione pre-money è il valore dell’azienda prima dell’ingresso del nuovo capitale; la post-money è il valore dopo l’investimento. La relazione è lineare: post-money = pre-money + capitale raccolto. Se un investitore versa 1.000.000 € su una pre-money di 4.000.000 €, la post-money sarà 5.000.000 €. La quota del nuovo investitore corrisponde a capitale/valutazione post-moneynell’esempio, 1.000.000 € / 5.000.000 € = 20%. Con questa struttura si ottiene una ripartizione immediata delle percentuali senza ambiguità sui valori nominali.

Il rovescio della medaglia è la diluizionele quote dei soci esistenti diminuiscono in proporzione all’ingresso del nuovo investitore. Se il fondatore deteneva il 100% prima del round, dopo il versamento dell’1 M€ su 5 M€ post-money, la sua partecipazione scende all’80%. La diluizione non distrugge valore, ma ridistribuisce la proprietà in base ai conferimenti e all’accordo sul prezzo implicito delle azioni.

Calcolo passo-passo di un round semplice

Scenario di riferimento: pre-money 3.000.000 €, investimento 1.000.000 €. Passaggi operativi con numeri tondi:

  1. Calcolare la post-money3.000.000 € + 1.000.000 € = 4.000.000 €.
  2. Determinare la percentuale dell’investitore: 1.000.000 € / 4.000.000 € = 25%.
  3. Quantificare la diluizione dei soci attuali: diventano complessivamente il 75% post-round.
  4. Allineare termini e tempistiche in term sheet per evitare fraintendimenti su diritti e condizioni.

Se la cap table pre-round prevede tre soci al 60%, 30% e 10%, dopo l’investimento al 25% ciascuno scala proporzionalmente: 60% → 45%, 30% → 22,5%, 10% → 7,5%. La somma dei soci esistenti (75%) più il nuovo investitore (25%) torna al 100%. Questa logica funziona indipendentemente dal numero di soci e consente di simulare rapidamente esiti alternativi variando pre-money o capitale.

Dove agisce la diluizione: pre, post e cap table

La diluizione dipende dal rapporto tra capitale nuovo e post-money. Per contenerla, si può negoziare una pre-money più elevata o ridurre l’importo del round, sapendo però che meno risorse significano spesso minore carburante per la crescita. Sul fronte operativo, è utile distinguere la diluizione economica (valore relativo della quota) dalla diluizione di controllo (diritti di voto, patti parasociali, clausole). Un 20% formale può pesare di più o di meno in base a diritti come veto, anti-dilution o liquidation preference concordati tra le parti.

Un errore comune è ignorare come l’aggiunta di nuove azioni impatti i rapporti percentuali anche senza cambiare il valore assoluto investito. Ogni nuovo ingresso aumenta il denominatore del cap table. Per questo è cruciale modellare scenari con più round, includendo proiezioni di fundraising e opzioni: la diluizione si somma e, se non pianificata, può ridurre l’incentivo dei team chiave al di sotto di soglie motivanti.

Stock option pool: pre o post-money fa tutta la differenza

Lo stock option pool crea azioni riservate a futuri dipendenti. La questione chiave è se il pool venga calcolato pre-money o post-money. Esempio: obiettivo investitore 20% netto e pool al 10%. Se il pool è pre-money, il suo effetto grava sui soci esistenti. Con pre-money 4.000.000 € e investimento 1.000.000 €, si vuole arrivare a 10% pool + 20% investitore. Prima si amplia il capitale per creare il 10% di pool, poi si emettono azioni per l’investitore: alla fine i soci iniziali scendono al 70% cumulato, l’investitore resta al 20% e il pool è al 10%.

Se lo stesso pool è post-money, l’investitore con il 20% si diluisce insieme agli altri quando si crea il 10%. In pratica, a parità di condizioni economiche, pool pre-money è più oneroso per i soci esistenti, mentre pool post-money ripartisce l’onere. Chiarire nel term sheet la posizione del pool evita controversie, perché anche pochi punti percentuali spostano in modo significativo le quote nel lungo periodo.

Mini foglio di calcolo replicabile: celle e formule

Una griglia minima in stile foglio elettronico consente di replicare i conti in modo trasparente. Struttura suggerita: A1: Pre-moneyA2: InvestimentoA3: Pool target (%)A4: Pool pre/post (testo: PRE o POST), A5: Post-moneyA6: Quota investitore (%)A7: Quota soci esistenti (%)A8: Quota pool (%). Formule base: in A5 scrivere =A1+A2in A6 usare =A2/A5in A8 impostare =A3. Se A4 è PRE, calcolare prima la diluizione da pool riducendo A1 in percentuale prima di sommare A2; se A4 è POST, applicare A3 dopo A6, ridistribuendo le percentuali in proporzione.

Esempio operativo: A1 = 3.000.000; A2 = 1.000.000; A3 = 10%; A4 = PRE. Procedura: 1) creare il pool al 10% pre, riducendo i soci esistenti al 90%; 2) calcolare A5 = 4.000.000; 3) A6 = 1.000.000/4.000.000 = 25%; 4) quote finali: investitore 25%, pool 10%, soci esistenti 65% (90% × 75%). Con A4 = POST, le quote finali diventano investitore 22,5%, pool 10%, soci esistenti 67,5% (ripartizione su base 100% dopo l’investitore). Salvare il modello e duplicarlo a ogni round consente di testare pre-money, entità del pool e diluizione attesa con coerenza matematica.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.