Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e il presidente dominicano Luis Abinader si sono incontrati a Villa Madama, Roma, per dare impulso a una nuova fase di collaborazione tra Italia e Repubblica Dominicana. L’appuntamento, previsto per il 14 ottobre, ha riunito i rappresentanti delle più importanti realtà industriali italiane, tra cui EnelLeonardoFincantieri e Mapei. L’obiettivo dichiarato è superare il tradizionale scambio commerciale e avviare investimenti produttivi di lungo periodo, favorendo trasferimento tecnologico e joint venture.
Il contesto economico della Repubblica Dominicana
Con una popolazione di circa 11 milioni, la Repubblica Dominicana ha registrato una crescita media annua del Pil del 5,7% negli ultimi cinque anni, mantenendo un quadro macroeconomico stabile. Il Paese beneficia di una posizione geografica strategica, dell’integrazione commerciale con gli Stati Uniti tramite l’accordo CAFTA-DR e di un ampio sistema di zone franche che offre agevolazioni fiscali e doganali. Gli investimenti diretti esteri hanno toccato i 65 miliardi di dollari, con un afflusso nel primo trimestre del 2026 pari a 1,67 miliardi di dollari, +15,7% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti italiani, stimate intorno a 371 milioni di dollari, sono destinati principalmente a energia, infrastrutture e agricoltura.
L’incontro di Villa Madama: obiettivi e protagonisti
Durante la tavola rotonda, Tajani ha sottolineato che la stabilità politica della Repubblica Dominicana è un fattore chiave per gli investitori italiani. Il piano “Meta RD 2036” avviato nel 2025, punta a raddoppiare il Pil pro capite da 11.000 a 22.000 dollari entro il 2036, attraverso riforme strutturali, investimenti in transizione energetica e digitale, e potenziamento delle infrastrutture logistiche. Il presidente Abinader ha presentato il paese come una piattaforma ideale per il nearshoring grazie alla vicinanza ai mercati nordamericani e alle zone franche che facilitano l’export.
Le aziende italiane al tavolo
Tra i dirigenti presenti, Flavio Cattaneo di Enel, Biagio Mazzotta di Fincantieri e Veronica Squinzi di Mapei hanno illustrato progetti specifici: potenziamento delle reti elettriche, costruzione di impianti di desalinizzazione, sviluppo di componentistica per l’industria manifatturiera avanzata e investimenti nel turismo sostenibile. Altri partecipanti, tra cui Leonardo e Prysmian hanno indicato opportunità nei settori della difesa, delle telecomunicazioni e della produzione di cavi ad alta tensione, evidenziando la possibilità di creare catene di valore integrate tra i due Paesi.
Strategie di investimento: zone franche e nearshoring
Le zone franche dominicane rappresentano il fulcro della strategia di attrazione dei capitali. Esse garantiscono esenzioni fiscali su utili reinvestiti, semplificazioni doganali e accesso privilegiato al mercato statunitense. Il governo dominicano ha già identificato settori prioritari quali la manifattura avanzata i dispositivi medici la componentistica e l’agroindustria. Inoltre, la vicinanza al porto di Punta Caucedo e alle infrastrutture aeroportuali consente alle aziende italiane di adottare modelli di nearshoring riducendo i tempi di consegna e i costi logistici per i clienti nordamericani. Le dichiarazioni congiunte hanno evidenziato la volontà di trasformare questi vantaggi in partnership industriali durature con l’auspicio di generare occupazione locale e aumentare le esportazioni italiane verso i Caraibi.
Con l’appoggio di grandi gruppi industriali e l’applicazione di politiche incentivanti, i due Paesi puntano a costruire un ecosistema di investimenti produttivi che possa sostenere la crescita del Pil dominicano e ampliare la presenza italiana nel mercato latino-caribico.



