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13 Ottobre 2026

Finanziamenti a tasso zero: nuove risorse per imprese giovani e donne

Il 2026 porta un nuovo afflusso di fondi per le giovani imprese, mentre il venture capital concentra gli investimenti su realtà più mature.

Finanziamenti a tasso zero: nuove risorse per imprese giovani e donne

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato un nuovo rifinanziamento della misura ON – Oltre Nuove Imprese a tasso zero. Il ministro Adolfo Urso ha firmato un decreto che libera 59 milioni di euro aggiuntivi, destinati a sostenere la nascita e la crescita di attività con una predominanza di titolari giovani o donne, operanti nei settori produttivi, dei servizi, del commercio e del turismo.

Rifinanziamento della misura Oltre Nuove Imprese

Il provvedimento risponde a un picco nelle domande: nel 2026 le richieste sono aumentate del 60 % rispetto all’anno precedente, con una media di 380 istanze al mese. I fondi provengono dal Fondo per la crescita sostenibile sfruttando le risorse restituite dal SIMEST nell’ambito del Fondo rotativo 394/81. Invitalia resta l’ente operatore, erogando finanziamenti a tasso zero fino a 1,5 milioni di euro per imprese nate da meno di 36 mesi, e fino a 3 milioni per quelle tra 36 e 60 mesi.

Requisiti e copertura

Per accedere è necessario dimostrare una partecipazione prevalente di giovani (max 35 anni) o di imprenditrici, nonché la presentazione di un piano di sviluppo che includa investimenti in innovazione, digitalizzazione o sostenibilità. La quota a fondo perduto è parte di un mix di contributo a tasso zero e supporto non rimborsabile con una copertura complessiva che può raggiungere il 90 % dei costi ammissibili.

Altri strumenti di finanziamento attivi nel 2026

Oltre alla misura ON, il panorama dei contributi a fondo perduto comprende diverse iniziative regionali e nazionali. Resto al Sud 2.0 prevede voucher fino a 40 000 € (estendibili a 50 000 €) per giovani under 35 che avviano attività nel Mezzogiorno, con contributi del 70-75 % per finanziamenti fino a 200 000 €. Al Centro-Nord il programma Autoimpegno offre voucher fino a 30 000 € (max 40 000 €) e contributi dal 60 al 65 % per importi analoghi.

Le startup innovative possono ricorrere a Smart&Start Italia che garantisce finanziamenti a tasso zero fino all’80 % delle spese ammissibili (fino al 90 % in casi particolari) e una quota di 30 % a fondo perduto nelle regioni meridionali e sismiche. Il bando Cultura Cresce sostiene imprese culturali e creative del Sud con un mix del 30 % a fondo perduto e 50 % a tasso zero (fino a 2,5 milioni €), mentre per il Terzo settore la composizione è 40 % / 40 % su progetti fino a 500 000 €.

Il programma Sviluppo Competenze incentiva le PMI del Sud che investono nella formazione digitale e verde dei dipendenti, con un contributo del 50 % su spese comprese tra 10 000 € e 60 000 €. Infine, SIMEST – Transizione Digitale o Ecologica propone finanziamenti agevolati con una possibile quota a fondo perduto fino al 10 %, maggiorata per categorie strategiche.

Venture capital italiano: più capitale, meno operazioni

Nel primo trimestre-trimestre del 2026, gli investimenti VC in Italia hanno totalizzato 1,465 miliardi di euro segnando un rialzo del 71 % rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, il numero di operazioni è sceso da 306 a 210, un decremento del 31 %. Il capitale medio di ogni round è passato da 4,1 milioni a 7 milioni di euro, mentre il valore mediano ha quasi raddoppiato, passando da 1,1 a 2 milioni.

Il boom è concentrato in poche operazioni di grandi dimensioni: due mega-round, nove Serie A, una Serie B, tre Serie C+ e dieci exit. Il più rilevante è stato un round da 234 milioni di euro per Exein, specializzata nella sicurezza dei dispositivi IoT. Il trimestre ha inoltre visto la nascita di quattro nuovi fondi VC, che hanno raccolto complessivamente 128 milioni.

Settori trainanti

Il software domina il panorama, rappresentando il 35 % del totale investito (512 milioni €). Gli Life Sciences le Smart City e il FinTech completano il 79 % dei capitali, con rispettivi investimenti di 246 milioni, 209 milioni e 195 milioni di euro. Le startup più giovani, nei round Pre-seed e Seed, hanno perso terreno: le operazioni sono scese del 37 % rispetto al 2025, passando da 183 a 116. Al contrario, le operazioni dalla Serie B in su sono raddoppiate, raccogliendo 648 milioni di euro, ovvero il 44 % del capitale totale.

Gli osservatori citano la mancanza di politiche pubbliche incisive come principale ostacolo per le nuove generazioni di imprenditori. Sebbene il mercato italiano stia maturando e attragga investimenti più consistenti, la concentrazione su imprese già avviate rischia di ridurre le opportunità per le startup emergenti.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.