Durante l’inaugurazione dei lavori congiunti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale a Bangkok, la direttrice Krist Kristalina Georgieva ha sottolineato che l’economia mondiale sta crescendo del 3 % grazie a un intenso periodo di investimenti nell’intelligenza artificiale. Nonostante le tensioni energetiche e le incertezze geopolitiche, la spinta tecnologica sembra aver compensato le debolezze tradizionali.
Investimenti in intelligenza artificiale e loro peso sulla crescita globale
Georgieva ha definito l’attuale dinamica un “shock di domanda e di investimenti” guidato da tecnologie basate sull’AI. Le stime di luglio indicano una crescita del 2,3 % per gli Stati Uniti, dello 0,9 % per l’area euro e di appena 0,5 % per l’Italia, mentre la media globale si attesta al 3 %.
Il capitale destinato a semiconduttori, server ad alte prestazioni e software di apprendimento automatico ha generato una domanda senza precedenti, con le economie asiatiche più avanzate che potrebbero vedere un incremento di 0,5-1,0 punti percentuali aggiuntivi. Anche le nazioni emergenti dell’Asia dovrebbero beneficiare di un aumento compreso tra 0,2 e 0,8 punti percentuali.
Rischi occupazionali: un “tsunami al rallentatore” per il mercato del lavoro
Il rialzo della produttività non è privo di costi sociali. Georgieva ha avvertito che fino al 40 % dei posti di lavoro attuali potrebbe subire una trasformazione significativa o addirittura scomparire. Negli Stati Uniti, circa il 10 % delle occupazioni richiede già competenze specifiche in AI, mentre i ruoli più ripetitivi stanno diminuendo rapidamente.
Nel contempo, settori a bassa retribuzione come l’edilizia e i data center stanno registrando una crescita dell’occupazione, poiché la costruzione di infrastrutture di calcolo e di storage richiede una forza lavoro numerosa ma poco specializzata. Questo fenomeno accentua le disparità salariali e spinge i governi a riconsiderare le politiche di formazione.
Responsabilità dei governi nell’era dell’AI
Georgieva ha ribadito che i governi dovranno assumersi una grande responsabilità nel guidare la società verso una transizione equilibrata. In caso di diminuzione dei redditi, sarà fondamentale attuare misure fiscali mirate, potenziare l’istruzione tecnica e garantire reti di sicurezza sociale capaci di sostenere i lavoratori in transizione.
Inoltre, l’esperta del FMI ha condiviso un aneddoto personale: ogni mattina un assistente virtuale basato su AI le invia un riepilogo di 30 secondi dei propri impegni, a dimostrazione di come la tecnologia stia già permeando le attività quotidiane dei leader mondiali.
Distribuzione geografica della catena di approvvigionamento dell’AI
Gli Stati Uniti, la Cina e l’India rimangono i principali produttori di componenti critici per l’intelligenza artificiale, ma la costruzione delle infrastrutture necessarie avviene prevalentemente in Asia. Questa concentrazione geografica rende la regione un punto focale per la crescita futura, ma espone anche le economie a potenziali colli di bottiglia logistici.
La sfida per i decisori sarà bilanciare l’innovazione con politiche inclusive che limitino le ricadute occupazionali e garantiscano una crescita sostenibile nel tempo.



