Il 17 ottobre 2026 Pump.fun ha dato il via a una delle mosse più ambiziose della sua storia: l’integrazione dei futures perpetui offerti da Hyperliquid. Fino a quel momento la piattaforma era conosciuta soprattutto come lanciatore di meme coin su Solana, ma ora offre la possibilità di negoziare contratti a leva sui principali asset crittografici e su alcuni asset tradizionali (RWA). La novità è stata annunciata nei termini aggiornati della piattaforma, che descrivono un nuovo modello di business senza la necessità di gestire direttamente un exchange di derivati.
Futures perpetui di Hyperliquid integrati in Pump.fun
L’interfaccia lanciata dal 17 ottobre permette agli utenti di aprire, modificare o chiudere posizioni su contratti perpetual – ovvero contratti senza data di scadenza, che si basano su un meccanismo di funding rate per mantenere il prezzo vicino al valore spot dell’asset sottostante. Pump.fun funge da front-end mentre Hyperliquid si occupa del matching degli ordini, della gestione delle garanzie, dei pagamenti di finanziamento e delle operazioni di liquidazione. In pratica, gli utenti mantengono il pieno controllo dei propri portafogli: le posizioni restano accessibili direttamente sul DEX Hyperliquid anche se l’interfaccia Pump.fun dovesse subire interruzioni.
Come funziona l’interfaccia e il ruolo di Hyperliquid
Il flusso è semplice: il trader deposita fondi tramite il bridge integrato, sceglie l’asset (Bitcoin, Ethereum, o RWA come S&P 500 e petrolio) e imposta la leva desiderata. Hyperliquid riceve gli ordini, li abbina in tempo reale e monitora costantemente il margine di sicurezza. Se il valore della posizione si avvicina al limite di margine, il protocollo attiva automaticamente la liquidazione per salvaguardare il fondo comune. Questa architettura separa nettamente l’esperienza utente (Pump.fun) dalla componente tecnica e di liquidazione (Hyperliquid), riducendo i costi di sviluppo per Pump.fun.
Tariffe, leve e meccaniche di liquidazione
I costi introdotti con i futures sono due: una commissione builder massima dello 0,10% per ogni ordine (apertura, aggiunta o chiusura della posizione) e una commissione bridge fino allo 0,25% sul trasferimento di fondi fra le due piattaforme. Per dare un’idea pratica, un’operazione da 10 000 $ comporta una spesa di 10 $ in commissione builder, mentre un trasferimento di 1 000 $ tramite bridge costa al massimo 2,50 $. Va ricordato che le commissioni di Hyperliquid e di eventuali terze parti rimangono a parte.
Tariffe, leve e meccaniche di liquidazione
Le leve disponibili variano a seconda dell’asset: i precedenti dati di trading indicano una leva massima di 40x per Bitcoin e 25x per Ethereum, mentre la nuova offerta estesa a RWA prevede fino a 50x. L’alta leva amplifica sia i guadagni che le perdite, perché un piccolo movimento avverso può azzerare la garanzia, innescando la liquidazione automatica di Hyperliquid.
Limiti geografici e obblighi normativi
I termini aggiornati esplicitamente proibiscono l’uso dei futures a utenti residenti negli Stati Uniti, nei territori americani e nella provincia canadese dell’Ontario. Sono inclusi anche divieti per giurisdizioni soggette a sanzioni internazionali e per qualsiasi soggetto inserito nella lista dei “user banned”. L’uso di VPN per aggirare tali restrizioni è espressamente vietato, con la perdita immediata dell’accesso in caso di violazione. Queste misure sono state adottate per rispettare le normative antiriciclaggio e quelle sui prodotti derivati in quelle specifiche giurisdizioni.
Implicazioni per i token PUMP e HYPE
Analisti di settore hanno valutato l’integrazione come un “potenziale di monetizzazione” significativo. Se Pump.fun dovesse replicare il volume di piattaforme come Phantom o MetaMask, le entrate settimanali potrebbero attestarsi tra 370 000 $ e 430 000 $, equivalenti a più di 20 milioni di dollari annui. Poiché il 50 % dei ricavi di Pump.fun è destinato al buy-back del token PUMP un aumento di volume potrebbe tradursi in una rivalutazione del valore del token. D’altro canto, Hyperliquid utilizza oltre il 97 % dei propri profitti per il buy-back di HYPE perciò anche un modesto incremento di volume potrebbe spingere al rialzo il prezzo di HYPE, soprattutto in periodi di mercato “risk-on”.
fun verso i derivati apre una nuova fonte di guadagno, ma introduce anche rischi tipici del trading con leva: costi multipli, possibili liquidazioni e la necessità di monitorare costantemente il margine. Per gli utenti, la scelta di entrare in questo mercato dipenderà dalla propensione al rischio e dalla capacità di gestire le commissioni aggiuntive.



