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23 Ottobre 2026

FTSE MIB +1,2%: le performance tech e il piano di rischio di Intesa Sanpaolo

Il FTSE MIB sale del 1,2% grazie a tech e Tim, e Intesa Sanpaolo lancia una strategia SRT da 5,2 miliardi di euro.

FTSE MIB +1,2%: le performance tech e il piano di rischio di Intesa Sanpaolo

Questo pomeriggio la Borsa di Milano ha chiuso con un rialzo dell’FTSE MIB pari all’1,2%, segnando un punto di svolta rispetto alle oscillazioni della mattinata. Il mercato è stato spinto soprattutto da titoli del settore tecnologico e da Tim, mentre gli indici di riferimento europei hanno mostrato segni di tensione a causa di un spread BTP/Bund in crescita. L’andamento positivo è stato accompagnato da un aumento del prezzo del petrolio, che ha superato i 110 dollari al barile, e da un recupero moderato delle quote bancarie.

FTSE MIB chiude in +1,2%: i titoli che hanno guidato la giornata

Tra i protagonisti della sessione, Prysmian ha registrato un +3,9% chiudendo a 108,3 euro, sostenuto da un rating buy confermato da Bank of America con target a 180 euro. Anche Banco BPM è salito del 3,1%, mentre le azioni di Technoprobe e STM hanno guadagnato rispettivamente il 2,8% e il 2,6%. Al contrario, Leonardo, Inwit e Ferrari hanno chiuso in ribasso, con quest’ultima che ha perso lo 0,8% nonostante le indicazioni di buy da parte di Equita.

Tech e telecomunicazioni al centro del rialzo

Il segmento tecnologico ha svolto un ruolo determinante: oltre a Prysmian, i risultati di Technoprobe hanno beneficiato delle recenti trimestrali positive di compagnie statunitensi come OpenAI. Tim ha registrato un incremento del 2,9% grazie a notizie di potenziali investimenti in infrastrutture di rete. La combinazione di questi fattori ha contribuito a invertire la pressione di mercato generata dal moderato calo del Cac 40 a seguito del risultato negativo di Carrefour, che ha perso il 13,9% alla Borsa di Parigi ma non ha intaccato il trend positivo italiano.

Intesa Sanpaolo e la sua strategia di Significant Risk Transfer

Parallelamente al rialzo dell’indice, Intesa Sanpaolo ha annunciato l’avvio di due operazioni di Significant Risk Transfer (SRT) per un valore complessivo di 5,2 miliardi di euro. La prima riguarda circa 1,9 miliardi di euro di linee di credito destinate al finanziamento di fondi d’investimento, mentre la seconda, più avanzata nelle trattative, prende in esame circa 3,3 miliardi di euro di prestiti erogati alle imprese. Queste operazioni mirano a trasferire parte del rischio di credito a investitori istituzionali, mantenendo al contempo la relazione con i clienti originari.

Come funzionano gli SRT e quali benefici portano alla banca

Gli SRT sono strumenti di cartolarizzazione sintetica che consentono alle banche di conservare i crediti nel proprio bilancio, ma di cedere una porzione del rischio di perdita a soggetti terzi mediante una protezione assicurativa o un premio. Quando la vigilanza riconosce il trasferimento come “significativo”, la banca ottiene una riduzione dei requisiti patrimoniali sugli attivi coinvolti, liberando capitale regolamentare per nuovi finanziamenti. Nel caso di Intesa Sanpaolo, la riduzione del capitale impegnato potrà favorire un’ulteriore espansione del credito, migliorare la resilienza patrimoniale e supportare la strategia di diventare una banca a “zero NPL”.

Contesto macro: spread BTP/Bund in aumento e pressione sui mercati europei

Nel frattempo, lo spread BTP/Bund ha toccato i 115 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,55%. Questo valore, seppur alto, rimane inferiore al differenziale osservato tra OAT francesi e Bund, che ha toccato i 157 punti base. Gli analisti attribuiscono la pressione al contesto di incertezza energetica e alle recenti proteste sociali in Francia, che hanno influito sulle previsioni di consumo di grandi rivenditori come Carrefour. Nonostante le tensioni, il mercato italiano ha mostrato una certa resilienza, sostenuto dal buon andamento dei titoli tech e dalla capacità di Intesa Sanpaolo di adottare strumenti innovativi per la gestione del rischio.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.