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29 Giugno 2026

Domanda di mutui stabile in Emilia-Romagna e prospettive per il mercato 2026–2028

Nel 2026 la domanda di mutui per l’acquisto casa in Emilia-Romagna resta sostanzialmente stabile, con importi medi provinciali che vanno dai 117 mila ai 153 mila euro; aumentano le preferenze per il tasso variabile e crescono i segnali di interesse per soluzioni green e per una clientela giovane.

Domanda di mutui stabile in Emilia-Romagna e prospettive per il mercato 2026–2028

Nei primi cinque mesi del 2026 il mercato dei mutui per l’acquisto della casa in Emilia-Romagna presenta segnali di stabilità quantitativa ma dinamiche interessanti nella composizione delle richieste. L’importo medio richiesto nella regione si attesta poco sopra i 141.700 euro mentre l’età media dei richiedenti scende di un anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 40 a 39 anni. Contestualmente si registra un lieve calo del valore medio degli immobili finanziati, che scende dell’1,2% a oltre 206.000 euro.

Variazioni provinciali degli importi medi richiesti

La distribuzione territoriale delle richieste mette in luce differenze significative. In cima alla classifica provinciale si colloca Bologna con un importo medio richiesto di 153.743 euro seguita da Rimini a 150.129 euro e Modena a 145.973 euro. Le province centrali mostrano valori intermedi: Forlì-Cesena (139.777 euro), Parma (138.984 euro) e Ravenna (137.373 euro). Più contenuti risultano gli importi medi in Reggio Emilia (129.863 euro), Piacenza (120.036 euro) e Ferrara (117.204 euro). Questi dati pongono in evidenza come il costo medio dell’operazione mutuo vari in funzione del tessuto urbano e delle dinamiche locali del mercato immobiliare.

Ravenna: posizione intermedia sul mercato regionale

La provincia di Ravenna si colloca nella fascia intermedia della regione con una richiesta media intorno ai 137.373 euro. Questo posizionamento riflette un equilibrio tra prezzi immobiliari e domanda locale: né area di vertice come Bologna e Rimini, né zone a prezzi più moderati come Ferrara. Per chi valuta acquisti o locazioni nel Ravennate, questi numeri forniscono un riferimento per confrontare offerta e capacità di indebitamento.

Preferenze di tasso e condizioni di offerta sul mercato

La tipologia di tasso più scelta dagli emiliano-romagnoli resta il tasso fisso ma nell’arco di dodici mesi emerge una crescita rilevante delle opzioni con tasso variabile o misto: la quota passa da meno dell’1% al 8,2% del totale delle richieste. Questo spostamento di preferenze si spiega anche con il confronto tra simulazioni di offerta attuali: per un finanziamento ipotetico di 126.000 euro su 25 anni a copertura del 70% del valore immobiliare, il tasso variabile online può presentare Tan a partire dal 2,32% con una rata iniziale di circa 554 euro. Il tasso fisso più competitivo parte invece da un Tan del 3,20% e una rata iniziale attorno ai 611 euro quasi 60 euro in più rispetto alla soluzione variabile.

L’evoluzione dei tassi è condizionata anche dall’azione della politica monetaria: l’aumento dei tassi da parte delle autorità di riferimento riduce in parte il differenziale tra fisso e variabile, ma al momento le simulazioni mostrano ancora un vantaggio iniziale per il variabile. Questa differenza di costo attesa spiega il ritorno d’interesse verso prodotti con tasso indicizzato, specie in presenza di durate lunghe e piani di ammortamento flessibili.

Trend strutturali e prospettive per il triennio 2026–2028

Guardando oltre il brevissimo periodo, le stime per il triennio 2026–2028 indicano una fase di stabilizzazione piuttosto che di contrazione: le compravendite nazionali dovrebbero attestarsi su livelli lievemente superiori a quelli pre-Covid ma ben lontani dai picchi degli anni 2026–2026. Il mercato del credito ipotecario torna sopra i livelli pre-pandemia con erogazioni previste in crescita rispetto al 2026, mentre i prezzi delle abitazioni registrano aumenti nominali contenuti e valori reali in lieve flessione se si tiene conto dell’inflazione.

Tre trasformazioni di fondo stanno rimodellando l’offerta. Primo, la componente dei giovani nei mutui online è ormai strutturale: gli under 36 rappresentano una quota rilevante delle richieste, caratterizzata da LTV medi più elevati e da durate oltre i 25 anni prevalenti. Secondo, il mutuo green si afferma rapidamente: una quota significativa delle richieste riguarda immobili di classe energetica A o B, favorito da spread di tasso più bassi e da incentivi regolatori che rendono l’efficienza energetica un criterio sempre più centrale nella valutazione degli immobili. Terzo, la concorrenza tra banche sul mercato dei mutui si è intensificata, con ripristino di condizioni di accesso al credito più favorevoli rispetto alla stretta creditizia dei periodi precedenti.

Nel complesso, per chi cerca un mutuo in Emilia-Romagna nel 2026 è utile considerare non solo il livello degli importi medi provinciali e la scelta tra tasso fisso e variabile ma anche le nuove opportunità legate ai prodotti green e alle soluzioni pensate per i giovani acquirenti. Questi elementi saranno probabilmente centrali anche nella definizione delle condizioni contrattuali nei prossimi anni.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.