Il mercato immobiliare italiano ha mostrato segnali di ripresa nel 2026, con un aumento significativo delle compravendite e dei mutui. Secondo i dati ufficiali delle convenzioni notarili, l’anno si è chiuso con 986.940 transazioni immobiliari, in crescita del 3,9% rispetto al 2026. Parallelamente, i mutui hanno registrato un incremento del 15,5%, con 382.389 accordi stipulati.
Questa ripresa ha interessato in modo diverso le varie aree del Paese, con il Nord che ha trainato la crescita, mentre il Centro ha registrato un calo. Il Sud, invece, ha mostrato una sostanziale stabilità, nonostante una flessione nell’ultimo trimestre.
Le performance regionali: Nord in testa, Centro in difficoltà
Il Nord-Ovest è stata l’area geografica con la crescita più consistente, con un aumento del 7,7% nelle compravendite. Seguono il Nord-Est (+5,8%) e le Isole (+4,9%). Il Sud ha registrato una crescita minima dello 0,8%, mentre il Centro ha subito un calo del 3,2%, con il Lazio in testa alle regioni in difficoltà.
La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di compravendite, con 213.000 transazioni, seguita da Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Sicilia. Per quanto riguarda i mutui, la Lombardia detiene il primato con 94.000 accordi stipulati.
Mutui e finanziamenti: il Nord-Ovest in testa
Il settore del credito ha mostrato una vivacità superiore a quello delle transazioni, con una crescita a doppia cifra in quasi tutto il Paese. Il Nord-Ovest guida la classifica con un aumento del 19% nei mutui e finanziamenti, seguito dalle Isole (+17,5%), il Nord-Est (+17,0%) e il Sud (+15,5%). Il Centro, invece, ha registrato una crescita più contenuta del 6,4%.
Il mercato immobiliare rimane fortemente polarizzato verso il settore residenziale, che rappresenta il 93,8% delle transazioni concluse. Il comparto abitativo è cresciuto del 4%, mentre quello economico si è fermato all’1,5%. Nel settore abitativo, il Nord-Ovest ha brillato con un aumento dell’8,2%, mentre il Centro è arretrato del 3,3%.
Le città minori trainano la crescita
Le compravendite sono cresciute maggiormente nelle città minori e nei piccoli centri (+5,2% complessivo) rispetto alle città metropolitane (+2%). Per quanto riguarda i mutui, nelle città metropolitane sono aumentati del 13,4%, mentre negli altri centri sono cresciuti del 17,2%.
Questa dinamica riflette una tendenza sempre più marcata verso la ricerca di soluzioni abitative in aree meno congestionate e più economiche, soprattutto da parte delle giovani famiglie e dei lavoratori che cercano di conciliare costi accessibili con una buona qualità della vita.
La crescita dei mutui, in particolare, rappresenta un segnale positivo per il settore del credito e per l’economia nel suo complesso.



