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13 Agosto 2026

Mutui 2026: il variabile costa meno ma le rate potrebbero aumentare

I mutui a tasso variabile offrono rate iniziali più basse, ma l'Euribor è in aumento. Scopri le ultime offerte e come prepararti ai possibili rialzi.

Mutui 2026: il variabile costa meno ma le rate potrebbero aumentare

Nel panorama dei finanziamenti immobiliari del 2026, i mutui a tasso variabile continuano ad attrarre per le loro rate iniziali più basse rispetto alle alternative a tasso fisso. Tuttavia, le prospettive di rialzo dell’Euribor stanno riducendo progressivamente questo vantaggio, costringendo i mutuatari a prepararsi a nuovi rincari.

L’analisi dei dati più recenti rivela un aumento delle rate mensili per i mutui variabili, con un impatto significativo sul bilancio delle famiglie. Scopriamo insieme le dinamiche in corso e le opzioni disponibili per chi sta valutando un nuovo finanziamento.

L’aumento delle rate dei mutui variabili

Dall’inizio del 2026, la rata di un mutuo variabile standard da 126.000 euro, con una durata di 25 anni, è aumentata di circa 21 euro. Secondo le stime aggiornate, entro la fine dell’anno potrebbe crescere di altri 31 euro, portando la rata mensile dagli attuali 599 euro a circa 630 euro.

Questo incremento complessivo, pari a circa 52 euro mensili rispetto a gennaio, equivale a un aumento di oltre 620 euro su base annua. L’andamento dell’Euribor il parametro di riferimento per la maggior parte dei mutui variabili, è strettamente legato alle aspettative di politica monetaria della Banca centrale europea.

I futures aggiornati al 20 luglio 2026 indicano che l’Euribor a tre mesi dovrebbe raggiungere il 2,79% entro la fine dell’anno, contro il 2,03% registrato a gennaio. Questo aumento di circa 75 punti base potrebbe determinare un rincaro complessivo di circa 52 euro sulla rata del mutuo standard considerato.

Le offerte attuali: variabile vs fisso

Nonostante la prospettiva di ulteriori aumenti, per chi cerca oggi un nuovo finanziamento il tasso variabile continua a risultare più conveniente in termini di rata iniziale. Le simulazioni realizzate il 29 luglio 2026, prendendo come riferimento un mutuo da 126.000 euro, mostrano offerte variabili con Tan compresi tra il 2,62% e il 2,72%.

La rata più bassa è quella proposta da Banco Bpm, pari a 572,90 euro al mese, con un tasso formato dall’Euribor a un mese più uno spread dello 0,50%. Per i mutui a tasso fisso, il Tan delle offerte analizzate è compreso tra il 3,06% e il 3,20%, mentre il Taeg oscilla tra il 3,35% e il 3,47%.

Confrontando le due migliori rate, il variabile consente un risparmio iniziale di 28,55 euro al mese, pari a circa 343 euro l’anno. Tuttavia, questo vantaggio è solo iniziale, poiché la rata variabile può essere aggiornata periodicamente in funzione dell’Euribor, mentre quella fissa rimane invariata per l’intera durata del contratto.

L’importo medio richiesto e le preferenze dei mutuatari

Nei primi sei mesi del 2026 è aumentato anche l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari. Secondo i dati raccolti, la richiesta media ha raggiunto 139.306 euro, in crescita dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il piano di ammortamento medio è di 25 anni e il finanziamento copre circa il 73% del valore dell’immobile, che si attesta intorno ai 207 mila euro.

Nonostante le rate iniziali più elevate, il tasso fisso continua a essere la soluzione nettamente preferita dagli italiani. Nel 2026, il 92% dei mutuatari ha scelto il tasso fisso, optando per la sicurezza di pagamenti costanti nel tempo. Tuttavia, la quota di mutui a tasso variabile è in leggero aumento, passando dal 18,7% di maggio al 19,9% di giugno.

Questo cambiamento riflette una maggiore propensione al rischio da parte di alcuni mutuatari, che cercano di approfittare delle attuali condizioni di mercato per ottenere rate iniziali più basse. Tuttavia, è importante considerare che il tasso variabile può aumentare nel tempo, influenzando significativamente il bilancio familiare.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.