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27 Giugno 2026

Tassi mutui giugno 2026: confronto fisso e variabile e impatto BCE

Scopri come i tassi mutui a giugno 2026 stanno evolvendo e quali sono le offerte più convenienti per l'acquisto della casa

Tassi mutui giugno 2026: confronto fisso e variabile e impatto BCE

Il mercato dei mutui a fine giugno 2026 presenta un quadro in evoluzione, influenzato dalle recenti decisioni della Banca Centrale Europea e dalle dinamiche economiche globali. Con i tassi in rialzo e le aspettative di ulteriori aumenti, i potenziali acquirenti devono fare attenzione alle condizioni offerte dalle banche e alle implicazioni a lungo termine delle loro scelte.

In questo contesto, è fondamentale comprendere le differenze tra tasso fisso e tasso variabile nonché i fattori che influenzano il costo effettivo di un finanziamento. Le offerte attuali mostrano una gamma di opzioni che possono adattarsi a diversi profili di richiedenti, ma la scelta ottimale dipende da una serie di variabili specifiche.

L’impatto delle decisioni BCE sui tassi mutui

L’11 giugno 2026, la BCE ha deciso di aumentare i tassi ufficiali di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e il tasso sul prestito marginale al 2,65%. Questa mossa, la prima dopo una fase di allentamento monetario, è stata motivata dalle nuove pressioni inflazionistiche legate al comparto energetico e dalle prospettive di crescita più deboli per l’Eurozona.

Sul fronte dei parametri di riferimento per i mutui, l’Euribor a 3 mesi si attesta al 2,313% e l’Euribor a 1 mese al 2,279% al 22 giugno 2026. Oltre il 60% degli analisti prevede almeno un altro aumento dei tassi BCE entro fine anno. Per i mutui a tasso fisso, il parametro di riferimento è l’IRS (Interest Rate Swap), che al 22 giugno si colloca al 3,18% per la scadenza a 30 anni e al 3,23% per quella a 20 anni.

L’effetto sui mutui a tasso variabile

Per i titolari di mutuo a tasso variabile l’aggiornamento della rata avviene periodicamente, di norma ogni mese o ogni tre mesi, sulla base dell’Euribor di riferimento contrattuale. L’impatto di un rialzo dei tassi varia in funzione del capitale residuo e della fase del piano di ammortamento. Nei primi anni, quando gli interessi incidono di più sulla rata, un aumento dei tassi produce effetti più rilevanti.

Secondo le elaborazioni, per un mutuo standard da 126.000 euro a 25 anni, la rata è già lievitata dai 579 euro di marzo ai 590 di inizio giugno, fino a toccare la quota di 606 euro a seguito della decisione della BCE. Proiettando l’andamento dei futures sull’Euribor, la rata potrebbe spingersi fino a 626 euro a cavallo tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

Le offerte attuali sul mercato

Le offerte attuali mostrano una gamma di opzioni che possono adattarsi a diversi profili di richiedenti. Ad esempio, per un finanziamento di 147.000 euro in 30 anni per l’acquisto di una prima casa dal valore di 185.000 euro, le condizioni variano significativamente tra le diverse banche.

Banca BPER offre un mutuo a tasso fisso con un TAN del 2,85% e un TAEG del 3,05%, con una rata mensile di 607,93 euro. Le spese di istruttoria ammontano a 735 euro e quelle di perizia a 350 euro. Banco Desio propone un’offerta simile con un TAN del 2,95% e un TAEG del 3,08%, ma con spese di istruttoria ridotte a 294 euro.

Per chi preferisce un mutuo a tasso variabile MPS offre un’opzione con un TAN dell’1,92% (Euribor 1M + 0,00%) e un TAEG del 2,04%, con una rata mensile di 537,48 euro e spese di istruttoria gratuite. Webank propone un tasso variabile con un TAN del 2,36% (Euribor 1M + 0,40%) e un TAEG del 2,43%, con una rata mensile di 570,18 euro e spese di perizia gratuite.

Il confronto tra TAN e TAEG

Le offerte rilevate mostrano come lo scarto tra TAN e TAEG possa variare anche in modo significativo da un prodotto all’altro. Nel caso delle proposte a tasso fisso analizzate, la differenza tra i due indicatori oscilla tra 0,13 e 0,23 punti percentuali, riflettendo principalmente l’incidenza delle spese di istruttoria e perizia sull’importo finanziato. Per i mutui variabili, dove le spese accessorie sono più contenute o assenti, lo scarto tra TAN e TAEG risulta generalmente inferiore.

Su un finanziamento di durata trentennale, anche una differenza apparentemente piccola tra i TAEG di due offerte può tradursi in centinaia di euro di costo complessivo. Il confronto tra i due indicatori consente quindi di valutare le offerte su basi omogenee, indipendentemente dalla struttura delle spese accessorie.

Le tendenze regionali e i profili dei richiedenti

In Liguria, l’età media dei richiedenti un mutuo è scesa a 40 anni, con una domanda media di finanziamento di 125.700 euro nei primi cinque mesi del 2026. La quota di chi ha scelto un tasso variabile o misto è salita significativamente, passando dall’1% al 7,2% del totale. Savona è la provincia ligure dove è stato richiesto l’importo medio più alto, pari a 136.087 euro.

Le migliori offerte sul mercato mostrano che il tasso variabile rappresenta attualmente la soluzione più conveniente, con TAN disponibili online a partire dal 2,32% e una rata iniziale di 554 euro. I migliori tassi fissi, invece, partono da un TAN del 3,20% ed una rata di 611 euro, vale a dire quasi 60 euro in più rispetto a quella variabile.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.