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11 Settembre 2026

Danni da maltempo in Valdinievole: cosa succede dopo la dichiarazione di calamità

Dopo la violenta tromba d'aria che ha colpito la Valdinievole, la Regione Toscana sta valutando la dichiarazione di stato di calamità. Scopri quali sono i prossimi passi e quali aiuti sono previsti.

Danni da maltempo in Valdinievole: cosa succede dopo la dichiarazione di calamità

La violenta tromba d’aria che ha colpito la Valdinievole la sera del 20 agosto scorso ha lasciato segni profondi in diversi comuni della zona. Montecatini, Pescia, Massa e Cozzile, e Larciano sono tra le località più colpite, con danni che vanno dalla caduta di alberi a tetti scoperchiati e infrastrutture pubbliche danneggiate.

La Regione Toscana sta valutando la dichiarazione dello stato di calamità naturale per attivare gli interventi necessari. Il sottosegretario alla presidenza della Regione, Bernard Dika, ha annunciato che la delibera potrebbe essere approvata già lunedì, dando il via all’iter per sbloccare le risorse necessarie.

Le conseguenze del maltempo in Valdinievole

In poco meno di un’ora, la sera del 21 agosto, la tromba d’aria ha causato il crollo di circa 50 alberi in varie zone di Montecatini. La collina ha subito i danni più gravi, con tetti scoperchiati e verifiche di stabilità necessarie al Castello. Anche in città, la copertura di alcuni edifici è stata messa a dura prova. A Pescia, il danno più evidente è stato il crollo del muro esterno dello stadio comunale, con stime di costi di riparazione che si aggirano intorno a centinaia di migliaia di euro.

Le forti piogge hanno causato problemi anche a Larciano, con tetti scoperchiati nei capannoni industriali, e a Massa e Cozzile, dove molti alberi sono crollati. I comuni coinvolti hanno lavorato senza sosta per raccogliere la documentazione necessaria e trasmetterla a Firenze, in modo da accelerare i tempi per l’approvazione della delibera regionale.

Cosa succederà dopo la dichiarazione di calamità

Una volta approvata la delibera regionale, si apriranno scenari operativi cruciali per le realtà interessate. La Regione attiverà la mobilitazione straordinaria del sistema di protezione civile e autorizzerà l’immediata esecuzione degli interventi di somma urgenza. Questo include la rimozione dei detriti, il ripristino della viabilità interrotta e la messa in sicurezza delle infrastrutture pubbliche danneggiate.

La delibera regionale costituisce anche il dossier fondamentale da inoltrare alla presidenza del consiglio dei ministri per richiedere la dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale. Questo livello superiore permette di stanziare ingenti fondi statali straordinari e di emanare ordinanze in deroga alle leggi vigenti per le zone colpite.

La certificazione ufficiale dei danni aprirà la strada alla complessa quantificazione dei ristori destinati sia al patrimonio pubblico che ai beni privati e alle attività produttive colpite. Per cittadini e imprese, la proclamazione rappresenta il presupposto formale indispensabile per accedere a futuri contributi, indennizzi e alle eventuali misure di sospensione dei tributi e dei mutui previste dai successivi provvedimenti governativi a sostegno delle aree coinvolte.

Sospensione rate mutui per eventi meteorologici

L’ABI ha diffuso una lettera circolare agli Associati in cui segnala che è stata pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale, la Delibera del Consiglio dei Ministri con la quale è prorogata per 12 mesi la misura di sospensione delle rate dei mutui prevista dall’Ordinanza del Capo della Protezione Civile. Questa misura è stata attivata in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi dal 15 giugno 2025 al 1° luglio 2025 e dal 12 al 13 luglio 2025 nel territorio del comune di Borca di Cadore e di San Vito di Cadore in provincia di Belluno.

L’Ordinanza della Protezione Civile fa riferimento all’accordo sottoscritto da ABI, Protezione Civile e dalle Associazioni dei consumatori per assicurare tempestività degli interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali.

Le misure di difesa delle microimprese

L’aumento degli eventi climatici estremi sta spingendo le microimprese italiane ad adottare misure per proteggersi. Dall’indagine della Banca d’Italia emerge come il 6,4% delle microimprese del campione ha subito dei danni dagli eventi climatici. Il 39 per cento delle microimprese ha dichiarato di aver adottato almeno una delle misure di protezione: il 28 per cento ha sottoscritto coperture assicurative, il 26 ha effettuato investimenti per la sicurezza e il 14 ha pianificato uno spostamento delle attività produttive.

La propensione ad adottare almeno una delle misure è più accentuata tra le donne imprenditrici (42 per cento) e tra coloro che provengono da famiglie con tradizione imprenditoriale (54 per cento). Strategie di mitigazione dei rischi sono adottate più frequentemente al Nord (41 per cento) e dalle imprese agricole e della pesca (65 per cento), della manifattura e dei servizi di alloggio e ristorazione (46 per cento).

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.