Salta al contenuto
8 Settembre 2026

BOT settembre 2026: guida completa per investire con successo

Scopri tutto sui BOT di settembre 2026: date delle aste, rendimenti, meccanismi di partecipazione e strategie per investire con successo

BOT settembre 2026: guida completa per investire con successo

Settembre 2026 si preannuncia come un mese cruciale per gli investitori interessati ai Buoni Ordinari del Tesoro (BOT). Con due aste in programma, il 9 e il 25 settembre, e una terza il 24 settembre per i CTZ il mercato offre opportunità interessanti per chi cerca strumenti di investimento a breve termine e a basso rischio.

I BOT, emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sono strumenti di debito a breve termine con scadenze tipicamente di tre, sei o dodici mesi. A differenza di altri titoli, non prevedono cedole, ma il rendimento deriva dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore nominale rimborsato a scadenza. Questo li rende particolarmente attraenti in un contesto di tassi di interesse in rialzo.

Il meccanismo delle aste dei BOT

Le aste dei BOT seguono un meccanismo competitivo o marginale, a seconda della tipologia. Per i BOT a dodici mesi, si utilizza generalmente l’asta competitiva, dove ogni intermediario presenta offerte a prezzi differenti. Il Tesoro accetta le offerte più convenienti, ovvero quelle a prezzo più alto, fino a coprire l’ammontare offerto. Il prezzo marginale di aggiudicazione diventa il riferimento per tutti gli investitori.

Gli investitori retail non partecipano direttamente, ma attraverso banche o intermediari abilitati, che presentano le richieste nel mercato non competitivo a un prezzo pari alla media ponderata delle aggiudicazioni competitive.

Rendimenti e fiscalità dei BOT

I rendimenti dei BOT a dodici mesi si sono attestati attorno al 3-4% lordo annualizzato, un livello che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato irraggiungibile per strumenti così liquidi e sicuri. Al netto della tassazione agevolata al 12,5% riservata ai titoli di Stato italiani, il rendimento reale per l’investitore retail risulta comunque superiore a quello offerto da molti strumenti bancari equivalenti.

Tuttavia, è importante considerare il confronto con l’inflazione. Se il tasso di crescita dei prezzi dovesse mantenersi superiore al rendimento netto, il potere d’acquisto del capitale potrebbe subire una lieve erosione nel periodo di detenzione. Questo non rende lo strumento inadeguato, ma sottolinea l’importanza di valutare il contesto macroeconomico.

Come partecipare alle aste dei BOT

Partecipare alle aste dei BOT attraverso la propria banca o un intermediario online è tecnicamente semplice, ma richiede attenzione a alcuni dettagli operativi. Gli intermediari raccolgono le richieste della clientela retail generalmente nella giornata precedente all’asta o nella mattinata dello stesso giorno, con orari che variano da istituto a istituto.

Presentare l’ordine in ritardo significa quasi certamente perdere l’opportunità. Inoltre, è importante considerare l’importo minimo di sottoscrizione, che è di mille euro, ma che alcuni intermediari possono elevare. Le commissioni di acquisto, anche se apparentemente basse, possono incidere significativamente sul rendimento finale effettivo. Prima di procedere, è consigliabile richiedere esplicitamente il prospetto dei costi applicati dall’intermediario e calcolare il rendimento netto dopo commissioni e fiscalità.

Con rendimenti attraenti e una fiscalità agevolata, i BOT possono essere un valido strumento per proteggere il capitale e ottenere un rendimento stabile.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.