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22 Ottobre 2026

Clonazione di account su Facebook alimenta frodi finanziarie

Falsi profili su Facebook, da un dirigente bancario a un consigliere comunale, hanno scatenato truffe milionarie. Le autorità hanno già avviato le indagini.

Clonazione di account su Facebook alimenta frodi finanziarie

Negli ultimi mesi la criminalità informatica ha intensificato l’uso di Facebook per realizzare truffe sempre più sofisticate. Gli autori dei reati sfruttano la familiarità degli utenti con amici e colleghi per diffondere messaggi fraudolenti che promettono guadagni rapidi o minacciano con blocchi di conti. La combinazione di una piattaforma con più di due miliardi di utenti attivi e la possibilità di creare pagine sponsorizzate rende Facebook un terreno fertile per chi vuole mascherare il proprio operato dietro un volto noto.

Il modello più ricorrente prevede la clonazione del profilo di una figura pubblica – spesso un dirigente bancario o un politico locale – per guadagnare la fiducia di amici, clienti o sostenitori. Una volta ottenuto l’accesso, i truffatori pubblicano inserzioni a pagamento o inviano messaggi privati contenenti offerte di investimenti ad alto rendimento o richieste di trasferimento di fondi verso conti dichiarati “sicuri”. Quando le vittime reagiscono, le somme vengono deviate verso circuiti di riciclaggio gestiti da prestanome.

Profili bancari cloniati per frodi su Facebook

Un caso emblematico riguarda il dirigente di una società di investimento, identificato nei procedimenti giudiziari come Nicastro. Il suo profilo è stato duplicato da una rete criminale che, mediante inserzioni sponsorizzate, ha presentato opportunità di investimento con rendimenti superiori al 20% in pochi mesi. Le pubblicità, visibili a chiunque seguisse la pagina originale, recavano il logo dell’azienda di Nicastro, creando l’illusione di un’offerta legittima. Quando gli utenti hanno cliccato sul link, venivano reindirizzati a un sito di raccolta dati, dove venivano richiesti documenti personali e bonifici verso conti esteri.

Il caso del dirigente Nicastro e le inserzioni ingannevoli

Appena l’attività è stata rilevata, il presidente dell’azienda Aidexa ha inviato una diffida a Meta, richiedendo la rimozione immediata dei contenuti e la chiusura dell’account falsificato. Contemporaneamente è stata sporta denuncia alla Polizia Postale, che ha avviato un’indagine per furto d’identità e truffa finanziaria. Le autorità hanno sequestrato circa 120.000 €, provenienti da bonifici effettuati da vittime ignare, e hanno identificato una serie di conti collegati a una rete di riciclaggio attiva nelle province di Salerno e Napoli.

Politici clonati e messaggi fraudolenti

Non solo il mondo bancario è stato bersaglio: anche figure politiche della zona campana hanno subito il furto del proprio profilo digitale. Il consigliere comunale del Partito Democratico di Napoli, Aniello Esposito, ha scoperto che il suo account Facebook era stato riprodotto fedelmente, con foto, nome e dati anagrafici identici. Da quel profilo fasullo sono stati inviati messaggi ai suoi contatti, chiedendo informazioni sensibili e, in alcuni casi, la rifida di denaro per “cauzioni” legate a presunti lavori comunali.

Aniello Esposito, consigliere comunale, vittima di furto d’identità

Esposito ha denunciato l’accaduto presso la Polizia Postale di San Giovanni a Teduccio, sottolineando il rischio di confusione tra la sua attività istituzionale e le richieste fraudolente. In una dichiarazione ha invitato tutti i suoi amici a ignorare qualsiasi messaggio proveniente da account diversi dal suo originale e a segnalare immediatamente a Facebook le pagine sospette. Le indagini hanno permesso di rintracciare più di cinquanta profili falsi, tutti collegati a una stessa cellula criminale operante in diverse regioni del Sud Italia.

Falsi carabinieri e la rete dei conti “sicuri”

Parallelamente, un altro filone di truffa ha coinvolto individui che si spacciavano per carabinieri o funzionari bancari. Il copione prevede una chiamata telefonica in cui l’interlocutore, con voce autoritaria, avverte la vittima che il suo conto è sotto indagine e che è necessario trasferire l’intero saldo su un conto “sicuro” per evitare il sequestro. I conti bancari indicati appartengono a prestanome residenti in province come Bolzano, Salerno e Napoli, e servono a nascondere il flusso di denaro verso società offshore.

Un’operazione della Guardia di Finanza di Bolzano ha messo al fuoco questa rete, sequestrando più di 150.000 € e arrestando cinque persone, tra cui una donna di Bolzano che forniva credenziali bancarie in cambio di una percentuale sui proventi. Gli inquirenti hanno ricostruito un meccanismo di riciclaggio estremamente veloce: i fondi vengono trasferiti immediatamente su conti esteri o prelevati in contanti per renderne difficile la rintracciabilità.

Le autorità hanno ribadito l’importanza di verificare sempre l’autenticità di un contatto, di non cliccare su link non richiesti e di segnalare tempestivamente gli account sospetti a Facebook. La collaborazione tra gli utenti e le forze dell’ordine è fondamentale per interrompere queste catene criminali e proteggere il patrimonio di chi utilizza i social media per comunicare e fare affari.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.