Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha diffuso, a inizio mese, il calendario completo delle aste di titoli di Stato previste per ottobre 2026. Si tratta di un programma ricco di operazioni, che coinvolge BOTBTPBTP Short Term e BTP€i offrendo agli investitori una panoramica delle scadenze, delle cedole e dei rendimenti attesi. Il dettaglio dei quattro appuntamenti permette di pianificare con precisione le proprie strategie di posizionamento sul mercato obbligazionario italiano.
Le quattro giornate di collocamento previste per ottobre 2026
Il MEF ha fissato quattro momenti distinti: il 9 ottobre la prima asta di BOT tipici strumenti a breve termine (3, 6 o 12 mesi) senza cedola; il 13 ottobre l’asta dei BTP a medio-lungo termine, con scadenze prevalentemente a 5 e 10 anni; il 27 ottobre è riservato a una sessione combinata di BTP Short Term e BTP€i quest’ultimo indicizzato all’inflazione dell’Eurozona; infine, il 28 ottobre si svolge una seconda asta di BOT pensata per coprire le esigenze di liquidità semestrale o annuale. Queste date costituiscono il “cuore” del calendario mensile, consentendo a chi opera sul mercato di predisporre le proprie offerte in anticipo.
BOT: liquidità immediata e rendimento da sconto
I Buoni Ordinari del Tesoro rappresentano lo strumento più utilizzato per gestire la liquidità a breve termine. Non prevedono alcuna cedola il rendimento è interamente legato allo sconto tra prezzo di emissione e valore nominale alla scadenza. Le due aste di ottobre (9 e 28) offrono una copertura ideale per investitori avversi al rischio che desiderano investimenti di durata limitata, con scadenze di 3, 6 o 12 mesi.
BTP: flusso cedolare fisso e orizzonte più ampio
I Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) a medio-lungo termine garantiscono una cedola semestrale fissa garantendo un flusso di cassa costante. L’asta del 13 ottobre dovrebbe includere tranche da 5 e 10 anni, con la possibilità di aggiungere scadenze più lunghe a seconda delle esigenze di mercato. Questi titoli sono particolarmente apprezzati da investitori istituzionali che puntano a stabilità del reddito e diversificazione del portafoglio.
BTP Short Term e BTP€i: protezione dall’inflazione e scadenze intermedie
Il 27 ottobre il Tesoro propone due prodotti distinti: i BTP Short Term con scadenze brevi (2-3 anni) e cedola fissa, offrono un compromesso tra la liquidità dei BOT e la solidità dei BTP tradizionali; i BTP€i invece, sono indicizzati all’ indice armonizzato dei prezzi al consumo dell’Eurozona, rivalutando capitale e cedole in base all’inflazione. In un contesto in cui la pressione inflazionistica resta una preoccupazione, questi titoli attirano chi cerca una protezione reale del capitale.
Risultati dell’asta BTP 2036 e l’ascesa dei rendimenti
Il 29 settembre 2026 il MEF ha concluso la terza tranche del BTP decennale con scadenza 1° ottobre 2036. L’emissione ha totalizzato 3 miliardi di euro, ossia il valore massimo previsto (intervallo 2,5-3 miliardi). La domanda complessiva è stata di circa 4,68 miliardi, corrispondente a un rapporto di copertura di 1,56. Il prezzo di aggiudicazione è stato fissato a 95,76, generando un rendimento lordo del 4,58%; il rendimento netto, secondo le stime di Assiom Forex, ammonta al 4,05%.
Questi dati si inseriscono in un contesto più ampio di aumento dei rendimenti obbligazionari. L’asta dei BTP a 5 anni, per 3,5 miliardi, ha visto il rendimento salire di 63 punti base, arrivando al 4,0%, il livello più alto dal 2023. Anche il decennale, con un aumento di 49 punti base, ha toccato il 4,58%, segnando il picco più recente dagli ultimi tre anni. La crescita dei rendimenti è legata a fattori esterni quali il rialzo dei prezzi del petrolio, l’inflazione in crescita e le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi da parte della BCE.
Implicazioni per gli investitori e prossime mosse
Il calendario di ottobre 2026, combinato con i recenti risultati delle aste, indica una tendenza verso rendimenti più elevati, soprattutto per i titoli a medio-lunga scadenza. Gli investitori interessati alla protezione dall’inflazione dovrebbero considerare i BTP€i mentre chi ricerca liquidità e bassa volatilità può orientarsi verso i BOT. Per chi invece desidera un flusso cedolare stabile, i BTP tradizionali rimangono la scelta più solida, nonostante l’incremento dei tassi di interesse.
Tenere sotto controllo le date di collocamento e i rendimenti risultanti sarà fondamentale per ottimizzare le decisioni di investimento.



