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26 Settembre 2026

Mercati UE guadagnano spinta: calo del Brent e segnali di pace nello Stretto

Le quotazioni dei principali indici europei salgono mentre il prezzo del petrolio scende; le negoziazioni diplomatiche sembrano dare una boccata d'ossigeno ai mercati.

Mercati UE guadagnano spinta: calo del Brent e segnali di pace nello Stretto

Nel pomeriggio del 25 settembre 2026 le contrattazioni di Milano, Parigi, Francoforte e Madrid hanno mostrato una tendenza condivisa verso il rialzo. Il Euro Stoxx 50 ha chiuso +0,5 % e il FTSE MIB +0,6 %, segnando la seconda settimana consecutiva di guadagni per gli indici continentali.

Dettagli dei principali indici e dei titoli italiani

Oltre ai due leader, anche il DAX tedesco e l’Ibex 35 spagnolo hanno guadagnato rispettivamente +0,6 % ciascuno, mentre il CAC 40 francese è rimasto quasi stabile con -0,04 %. In Borsa italiana, le azioni più comprate sono state Technoprobe seguita da Unicredit. Tra le operazioni societarie, la quotazione dell’offerta pubblica di Poste e Tim ha superato il 50 % del capitale, portando la partecipazione complessiva sopra il 70 %.

Pirelli sotto i riflettori

Un altro punto di attenzione è stato Pirelli dove l’azionista Tronchetti ha incrementato la sua partecipazione al 29,9 % del capitale, facendo risaltare il titolo nel contesto del comparto industriale.

Fattori esterni: energia, valute e geopolitica

Il petrolio ha svolto un ruolo cruciale. Il Brent è sceso a circa 106 dollari al barile, influenzato da notizie di un possibile accordo di de-escalation tra gli Stati Uniti e l’Iran a New York, volto a riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz. Parallelamente, il future sul Brent ha mostrato una flessione dello 0,88 % a 98,42 dollari, mentre il WTI è calato dell’1,3 % a 89,36 dollari.

Nel mercato obbligazionario, lo spread BTP/Bund è diminuito, con il rendimento del decennale italiano a 4,54 %, segnale di un rinnovato appetito per il debito sovrano italiano.

Il settore valutario ha registrato un euro/dollaro a 1,1398, leggermente in rialzo, mentre il dollaro/yen è sceso a 157,2 yen per dollaro, riflettendo la volatilità post-summer.

Geopolitica e incontri di alto livello

Le dinamiche geopolitiche hanno aggiunto un ulteriore strato di incertezza. A Washington si è concluso il vertice tra Xi Jinping e Donald Trump. Secondo le dichiarazioni dell’agenzia di stampa statale Xinhua, Xi ha richiesto un cambiamento di tono sulla questione di Taiwan, spingendo la Casa Bianca a passare da una posizione di “non sostegno” a un’aperta “opposizione”.

Nel frattempo, a New York, i colloqui tra delegati statunitensi e iraniani sono stati descritti come “molto produttivi”, suggerendo un possibile percorso verso la diminuzione delle tensioni nel Stretto di Hormuz. Una tregua parziale in quella zona potrebbe sostenere ulteriormente il rialzo dei mercati energetici.

Altri dati macroeconomici in evidenza

Il prodotto interno lordo spagnolo ha registrato una crescita dello 0,7 % nel secondo trimestre, con un incremento annuo del 2,6 % confermato dall’INE, confermando la resilienza della più grande economia dell’Eurozona dopo le turbolenze globali.

Nel contesto tecnologico, il Nasdaq ha toccato nuovi record, alimentato da un rinnovato entusiasmo per l’intelligenza artificiale, in particolare per l’assistente AI Muse di Meta Platform, che ha riacceso gli investimenti nel settore dei semiconduttori.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.