Il settore creditizio italiano vive un momento di contrasti evidenti: da un lato una banca vuole potenziare le imprese di beni di lusso nel Veneto con un programma su misura, dall’altro migliaia di cittadini di piccoli comuni lottano per mantenere l’accesso ai servizi bancari di base.
Valore Venezia: il nuovo motore di crescita per le PMI del Veneto
Il progetto Valore Venezia lanciato da Banca Ifis, prevede finanziamenti a medio-lungo termine dedicati alle piccole e medie imprese operanti nelle filiere della cosiddetta economia della Bellezza. Con importi a partire da 50 mila euro e scadenze fino a otto anni, la banca offre anche la possibilità di usufruire della garanzia del Fondo Centrale e di un periodo di pre-ammortamento di fino a ventiquattro mesi. Il colloquio con i dirigenti è rapido, grazie a una procedura di valutazione pensata per garantire flessibilità operativa e risposte tempestive.
Obiettivi concreti e settori beneficiati
Le risorse destinate a Valore Venezia sono destinate a potenziare gli stabilimenti, acquistare nuovi macchinari, sviluppare marchi e brevetti, digitalizzare i canali commerciali e aprire mercati esteri. Il programma si rivolge a realtà che spaziano dall’automotive alla meccanica di precisione, dalla cosmetica alla gioielleria, tutti settori che nel Veneto impiegano circa 275 mila persone e generano oltre 90 miliardi di euro di fatturato. Come sottolinea Raffaele Zingone condirettore generale di Banca Ifis, “in un contesto che rischia di penalizzare l’eccellenza del Made in Italy, è fondamentale restare al fianco delle imprese che faticano a sostenere gli investimenti necessari”.
Il caso NPL: tensione interna e mancanza di trasparenza
Tre mesi dopo la decisione del consiglio di amministrazione di cedere il business NPL, gli uffici di Banca Ifis rimangono avvolti da un silenzio preoccupante. Oltre 423 dipendenti, coinvolti nel processo di de-consolidamento, attendono ancora indicazioni concrete sul proprio futuro professionale e personale. Le organizzazioni sindacali hanno richiesto più trasparenza, chiedendo che la direzione comunichi apertamente le ipotesi industriali, le alternative valutate e le tempistiche previste.
Le richieste dei lavoratori
Il sostegno alle “Ifis People”, slogan ricorrente dell’azienda, non appare più sufficiente quando i collaboratori chiedono garanzie concrete sul proprio impiego. I sindacati hanno sottolineato l’importanza di un confronto aperto, anche al di là dei limiti del contratto nazionale, per evitare che l’incertezza generi ansia e demotivazione. Il messaggio è chiaro: il silenzio non può più essere considerato una risposta accettabile.
Desertificazione bancaria nel Piceno: 10 comuni senza sportelli ATM
Nel cuore del Piceno, dieci dei trentatré comuni della provincia di Ascoli sono privi di sportelli bancari, una percentuale del 24 %. La scomparsa di queste strutture è parte di un fenomeno più ampio: negli ultimi dieci anni in Italia il numero di ATM è sceso da 30 258 a 19 140, una riduzione di circa un terzo. I comuni colpiti – Castorano, Cossignano, Folignano, Force, Massignano, Montedinove, Montegallo, Montemonaco, Palmiano e Venarotta – vedono minacciata la loro “vitalità economica”.
Risposta della Regione e della CNA
Per fronteggiare questa desertificazione bancaria la Giunta regionale ha istituito il Comitato per il sostegno del credito e dei servizi finanziari di base. Il presidente della CNA Ascoli, Francesco Balloni, ricorda che la digitalizzazione non può sostituire il rapporto di prossimità tra banca e impresa, soprattutto per le piccole realtà che hanno bisogno di un interlocutore fisico per valutare progetti e accompagnare investimenti. Inoltre, la presidente della CNA, Arianna Trillini, avverte che la perdita di una filiale è sinonimo di una perdita di impulso per le famiglie e le piccole imprese del territorio.
La sfida sarà trovare un equilibrio tra sviluppo territoriale e stabilità del settore bancario affinché il credito continui a essere un volano per la crescita economica e non una fonte di disorientamento.



