Secondo Martin Coucke Credit Portfolio Manager di Schroders l’intelligenza artificiale sta modificando in profondità la struttura dei mercati del credito, creando nuove opportunità ma anche una notevole dispersione di prezzi tra gli emittenti. L’aumento dei capex legati all’AI ha spinto le società più grandi – i cosiddetti hyperscaler – a emettere volume record di obbligazioni, modificando gli spread rispetto al segmento investment-grade tradizionale.
Questa trasformazione richiede agli investitori obbligazionari di rivedere i propri portafogli, concentrandosi non più solo sul rendimento statico, ma sulla capacità dei debitori di sostenere flussi di cassa, gestire la leva finanziaria e mantenere la solvibilità durante l’espansione dei progetti di AI. Una valutazione errata dei rischi legati ai capex può infatti generare disallineamenti di prezzo che, se individuati, offrono la possibilità di generare alpha tramite una gestione attiva.
L’evoluzione della narrativa sugli hyperscaler e il peso dei capex IA
Fino a poco tempo fa, l’interesse di mercato verso gli hyperscaler – Amazon, Google, Meta, Microsoft e Oracle – era limitato per gli obbligazionisti, poiché i loro spread si mantenevano ridotti rispetto al mercato investment-grade statunitense. Tuttavia, la recente accelerazione della spesa in conto capitale per l’AI generativa stimata in centinaia di miliardi di dollari, ha spinto queste aziende a lanciare nuove tranche obbligazionarie. Le emissioni previste per il 2026 si avvicinano ai 250 miliardi di dollari con un crescente utilizzo di valute diverse dal dollaro. Questo afflusso massiccio di debito ha iniziato a pesare sul rendimento complessivo del segmento, rendendo necessaria una nuova analisi dei prezzi.
Azionario vs. credito: due fronti di valutazione
Nel mondo azionario, gli investitori devono verificare che gli ingenti investimenti in AI si traducano in crescita dei ricavi, margini più robusti e valutazioni più alte. Al contrario, gli acquirenti di obbligazioni si focalizzano su un problema più “difensivo”: la capacità dell’emittente di mantenere flussi di cassa stabili, contenere la leva finanziaria e continuare a servire il debito. In questo contesto, molte delle società sopra citate rimangono tra i debitori di più alta qualità, con rating medi di AA/AA- (escluso Oracle), ma gli spread hanno iniziato a riflettere timori di downgrade non ancora confermati.
Spread in crescita nonostante rating elevati
L’analisi dei dati di mercato mostra che gli spread degli hyperscaler sono aumentati in modo significativo rispetto all’indice generale del mercato investment-grade USA, pur mantenendo rating superiori alla media (AA/AA- contro una media di A- per l’intero segmento). Questa discrepanza suggerisce che il mercato stia scontando più downgrade di quanti i fondamentali giustifichino. Il volume elevato di emissioni, soprattutto a scadenze più lunghe, ha inoltre aumentato il rischio di durata (Duration Times Spread), amplificando la sensibilità dei prezzi alle variazioni di tasso.
Concentrazione e rischio di durata
Pur rappresentando solo circa il 4 % del valore complessivo dei corporate bond investment-grade in dollari, gli hyperscaler hanno un impatto sul rischio molto più marcato. La loro propensione a emettere titoli a lungo termine genera un profilo di durata più elevato, rendendo il portafoglio più vulnerabile a variazioni dei tassi di interesse e a eventuali shock sui flussi di cassa. Una gestione passiva basata sui pesi di indice, quindi, può portare a un’esposizione concentrata e poco remunerativa.
Gestione attiva: come trasformare lo spread in opportunità
Una strategia di gestione attiva permette di distinguere tra un reale deterioramento del credito e una debolezza temporanea degli spread dovuta a fattori di offerta o al sentiment azionario. Analizzando singolarmente ogni emittente, è possibile selezionare le obbligazioni che offrono un premium adeguato rispetto al rischio di leva, durata e pressione sui flussi di cassa. In questo modo si può “catturare” l’alpha nascosto dietro gli spread ampliati, evitando al contempo le situazioni in cui il prezzo è troppo penalizzato.
Finanziamento dei data center: un’alternativa agli hyperscaler
Le infrastrutture di data center rappresentano un’altra vena di investimento legata all’AI, poiché forniscono la capacità computazionale necessaria per l’apprendimento automatico e il cloud. Alcune società specializzate emettono obbligazioni garantite da contratti di locazione a lungo termine e da strutture di alta qualità, offrendo premi interessanti e protezioni strutturali. Questo approccio consente agli investitori di partecipare alla crescita dell’ecosistema AI senza dipendere esclusivamente dal debito dei giganti tecnologici.
Gli investitori che adottano un approccio flessibile, selettivo e attivo potranno sfruttare le opportunità emergenti, sia attraverso gli hyperscaler sia tramite il finanziamento di infrastrutture chiave come i data center.



