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22 Settembre 2026

UE, golden power e Cina: le nuove regole per la sicurezza economica

Scopri le nuove regole europee sul golden power e le restrizioni cinesi ai viaggi di esperti tech, e come influenzeranno le operazioni globali di M&A.

UE, golden power e Cina: le nuove regole per la sicurezza economica

Il golden power europeo sta entrando in una fase di maturità, mentre a Pechino si sono intensificate le restrizioni ai viaggi per chi lavora in settori ad alta tecnologia. Entrambi i fenomeni mostrano come la sicurezza economica stia diventando un criterio centrale per le decisioni politiche e per le strategie di investimento.

Il nuovo Regolamento UE sullo screening degli investimenti esteri: obiettivi e prime reazioni

Dal 2024 è operativa la normativa che armonizza i meccanismi di screening degli investimenti esteri in tutti i paesi membri. Il Regolamento intende rendere le regole più trasparenti, velocizzare le valutazioni e garantire che le operazioni non minaccino settori chiave quali energia, difesa, cyber, data center, finanza, assicurazioni, telecomunicazioni e trasporti. Il suo primo test pratico si è svolto a Madonna di Campiglio, dove per tre giorni si è tenuto il convegno “Experts Talk Golden Power” con la partecipazione di interlocutori europei, italiani e imprenditoriali.

Dati di attuazione in Italia e primi risultati

Secondo la relazione della Presidenza del Consiglio, le notifiche di operazioni sottoposte a screening sono passate a 1.081 nel 2025, con un incremento del 37 % rispetto al 2024. Nonostante il volume più alto, il golden power è stato effettivamente esercitato in sole cinque percento dei casi; circa il 40 % delle notifiche è risultato fuori ambito normativo. Un recente studio della Banca d’Italia ha evidenziato che l’allargamento dei poteri speciali, introdotto nel 2020, aveva temporaneamente rallentato le attività di M&A nei settori più sensibili, ma dal 2023 la tendenza si è invertita grazie alla maggiore certezza giurisdizionale.

Il confronto tra Europa e Cina: due approcci alla sicurezza economica

Mentre l’Unione europea punta a un sistema più prevedibile e proporzionato, la Repubblica Popolare Cinese ha introdotto un pacchetto di norme che limitano la libertà di viaggio di cittadini coinvolti in settori critici. Queste disposizioni, entrate in vigore il 15 settembre, mirano a impedire il trasferimento di know-how, brevetti o dati strategici verso paesi esteri.

Le norme cinesi sul divieto di espatrio per settori sensibili

L’articolo 4 del nuovo Regolamento del Consiglio di Stato prevede che un cittadino cinese possa vedersi vietare l’uscita dal Paese per un periodo compreso tra sei mesi e tre anni se abbia violato le regole di controllo delle esportazioni o se sia coinvolto in attività illegali all’estero che minacciano la sicurezza nazionale. I soggetti più colpiti sono funzionari di alto livello, dirigenti delle imprese statali, ricercatori nel campo dell’intelligenza artificiale, dei semiconduttori e delle biotecnologie. Il caso di Xiao Hong, CEO della startup di IA Manus, illustra l’applicazione pratica: il governo ha bloccato la sua partenza dopo la proposta di vendita a Meta, per poi revocare il divieto quando l’accordo è stato annullato.

Prospettive per imprese e investitori: tra opportunità e ostacoli

Le due iniziative mostrano due facce della stessa medaglia. In Europa, la chiarezza del Regolamento UE dovrebbe rassicurare gli investitori, a patto che i governi nazionali mantengano la coerenza nella sua applicazione. In Cina, le restrizioni più rigide aumentano l’incertezza per professionisti e aziende che operano in settori ad alta tecnologia, creando potenziali colli di bottiglia per le partnership internazionali. Per affrontare queste sfide, le imprese stanno adottando un approccio di “security by design”, progettando operazioni che siano Golden Power-proof fin dal loro avvio, nella speranza di evitare sorprese normative.

Gli attori internazionali dovranno bilanciare la difesa degli interessi strategici con la necessità di mantenere aperti i canali di investimento, evitando che le misure di sicurezza nazionale diventino ostacoli al progresso economico.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.