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6 Novembre 2026

Come trasferire la detrazione del bonus edilizio agli eredi

Quando il proprietario di un immobile decede poco prima della fine dell'anno, la detrazione fiscale del bonus edilizio non rimane al suo nominativo ma è ceduta all’erede in possesso dell'abitazione al 31 dicembre.

Come trasferire la detrazione del bonus edilizio agli eredi

Il bonus edilizi rappresenta una delle forme più diffuse di incentivo fiscale per la riqualificazione del patrimonio immobiliare. Ogni anno, i contribuenti possono usufruire di una quota di detrazione pari al 50-65% delle spese sostenute, entro i limiti di legge. Tuttavia, la disciplina prevede che la detrazione non sia una prerogativa assoluta del soggetto che ha effettuato i lavori, ma dipende da chi, alla fine dell’anno, detiene la proprietà dell’immobile. Questo principio assume particolare rilevanza quando il titolare dei diritti di proprietà muore poco prima della chiusura dell’esercizio fiscale.

Regola generale per la detrazione dei bonus edilizi

Secondo la normativa vigente, la detrazione spetta al contribuente che, al 31 dicembre dell’anno di riferimento, è proprietario o detentore dell’immobile oggetto di intervento. La regola del 31 dicembre è esplicitata nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e si applica a tutti i bonus fiscali, dal Superbonus al Bonus Facade, passando per l’Ecobonus. In pratica, se alla data indicata l’immobile è intestato a una persona fisica, sarà questa a poter includere la quota di detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

Il criterio è pensato per evitare situazioni di doppia fruizione e per garantire che la misura fiscale ricada su chi, in realtà, beneficia dell’intervento di riqualificazione. Quando il de cuius (cioè il defunto) muore prima del 31 dicembre, la regola si applica comunque: la detrazione non rimane bloccata nella sua posizione, ma segue il bene immobile, trasferendosi al soggetto che ne ha la disponibilità materiale al termine dell’anno.

Applicazione pratica al decesso il 29 dicembre

Il caso più delicato si presenta quando il decesso avviene a pochi giorni dalla scadenza del 31 dicembre, ad esempio il 29 dicembre. In questa circostanza, la domanda più frequente è se il defunto debba “scomputare” nella propria dichiarazione la quota di detrazione relativa al periodo di possesso, oppure se la quota si trasferisca integralmente agli eredi. La risposta, fornita dall’Agenzia delle Entrate, è chiara: la detrazione non è più attribuibile al de cuius per l’anno di morte, ma passa per intero all’erede che conserva la proprietà al 31 dicembre.

Interpretazione della Circolare 17/2023

La circolare 17/2023 ha confermato e dettagliato questo orientamento. Il documento specifica che, per determinare il soggetto avente diritto alla quota di detrazione per un anno fiscale, occorre identificare chi possiede l’immobile alla data di chiusura dell’esercizio, ovvero il 31 dicembre. Se il de cuius muore il 29 dicembre, la quota di detrazione dell’anno in corso non può più essere inserita nella sua dichiarazione; invece, l’erede che eredita e detiene l’immobile il 31 dicembre può beneficiare dell’intera somma, a patto di rispettare tutti gli altri requisiti (limiti di spesa, certificazioni, ecc.).

Questo principio si applica anche quando la spesa è stata sostenuta pochi giorni prima del decesso. Non è necessario suddividere la quota in base al tempo di possesso; la normativa considera l’intero anno come indivisibile per la finalità della detrazione. L’unica eccezione potrebbe derivare da specifiche disposizioni di regime transitorio, ma nella prassi corrente non ne esistono di rilevanti per i bonus edilizi.

Il de cuius non può più includere nella propria dichiarazione la quota di detrazione per l’anno di morte se l’immobile passa a un erede prima del 31 dicembre. L’erede, una volta che la proprietà è registrata a suo nome entro tale data, potrà inserire la detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, mantenendo intatti i benefici fiscali previsti dalla normativa.

Questa regola è fondamentale per chi gestisce patrimoni immobiliari complessi e desidera pianificare in modo corretto l’uso dei bonus fiscali. Una buona consulenza preventiva può infatti evitare errori di compilazione della dichiarazione e consentire al beneficiario di massimizzare il credito d’imposta, senza incorrere in contestazioni da parte dell’amministrazione finanziaria.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.