Il 30 ottobre 2026 ha segnato una chiusura negativa sia per le borse europee che per Wall Street. L’indice Euro Stoxx 50 ha chiuso con un calo dell’-1,2%, mentre il Ftse Mib ha registrato una perdita di -1%. Anche i principali mercati tedeschi, spagnoli e francesi sono scesi, con il Dax a -0,85%, l’Ibex35 a -1% e il Cac40 a -0,01%. La pressione ha avuto ripercussioni anche sul Nasdaq, che ha registrato un forte ribasso, alimentando il pessimismo tra gli investitori.
Le trimestrali tech che hanno scatenato il panico
Le delusioni di Intel e Amazon hanno rappresentato la spinta iniziale della fuga dal settore tecnologico. Gli utili e le previsioni di crescita di questi colossi, al centro delle aspettative per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, non hanno soddisfatto le stime degli analisti, alimentando dubbi sul ritorno economico degli ingenti investimenti in AI. Chris Zaccarelli, chief investment officer di Northlight Asset Management, ha commentato la situazione dichiarando: “Il mercato è molto più sensibile del normale”. Secondo Zaccarelli, gli investitori tendono a liquidare rapidamente le posizioni per evitare ulteriori perdite.
Impatto sui margini e sui consumatori
Le preoccupazioni sono concentrate sul fatto che le spese per le infrastrutture AI possano erodere i margini aziendali e, di conseguenza, trasferirsi sui consumatori finali. A Piazza Affari l’attenzione è rimasta focalizzata sul comparto tecnologico, dove le opinioni sono ora più caute rispetto a poche settimane fa.
Politica monetaria e altri fattori di pressione
Nel frattempo, la Bank of Japan ha confermato la decisione di mantenere i tassi invariati, come previsto, ma ha annunciato una rapida accelerazione del piano di dismissione degli ETF a partire dal prossimo anno. Questa mossa è stata vista come un segnale di prudenza nei mercati globali.
Spread obbligazionario e valute
Nel segmento obbligazionario, lo spread Btp/Bund è aumentato, con il rendimento del decennale italiano al 4,49%. Sul mercato valutario, l’euro ha mostrato un leggero indebolimento rispetto al dollaro, attestandosi a 1,1161, mentre il dollaro giapponese è sceso a 157,5 yen per dollaro.
Altri scenari macroeconomici
Al di là dei dati di borsa, le notizie macroeconomiche hanno evidenziato un quadro contrastante in Europa. In Francia si è registrata una contrazione economica inattesa, mentre la Spagna ha continuato a registrare una crescita positiva. Questi sviluppi hanno ulteriormente alimentato l’incertezza dei mercatori europei, già provati dalla volatilità dei titoli tecnologici.
La combinazione di risultati finanziari deludenti nel settore tech, le preoccupazioni sui costi dell’AI e le decisioni di politica monetaria hanno convergente spinto i mercati verso una fase di correzione. Resta da vedere se gli investitori potranno trovare nuovi punti di stabilità oppure se le pressioni continueranno a influenzare le quotazioni nei prossimi mesi.



