Nel mese di agosto i mutui casa hanno registrato un nuovo picco di costo: il tasso medio è salito a 3,56% con un incremento di 16 punti base rispetto al mese precedente. Parallelamente, tre mutui su quattro già stipulati sono a tasso fisso una quota che isola la maggior parte dei mutuatari dalle recenti oscillazioni del mercato del credito.
Il predominio del tasso fisso tra le famiglie italiane
Il tasso fisso risulta oggi la scelta più difensiva: circa il 75% dei contratti di mutuo attivi è stato sottoscritto con questa modalità, una inversione rispetto al periodo 2006-2007, quando dominavano i mutui a tasso variabile. Il vice direttore generale vicario dell’Abi, Gianfranco Torriero, ha sottolineato che “oramai i tre quarti dei mutui già sottoscritti sono nella forma del tasso fisso”. Questa preferenza protegge le famiglie dall’incertezza geopolitica e dalle future variazioni dei tassi di riferimento, elementi che l’Abi considera fattori di peso per le prospettive di mercato.
Dati di crescita del credito complessivo
Il credito totale destinato a imprese e famiglie ha registrato un aumento del 3,4% su base annua, riportandosi ai livelli di ottobre 2022. Per le famiglie rappresenta il ventesimo mese consecutivo di crescita, mentre per le imprese è il quattordicesimo. Il tasso medio su tutti i prestiti è del 4,19% con un lieve incremento di 0,02 punti percentuali rispetto a luglio.
Espansione del credito al consumo
Il segmento del credito al consumo ha subito una notevole espansione: nel 2025 la somma erogata ha sfiorato i 178 miliardi di euro segnando un incremento del 62% negli ultimi nove anni. L’esposizione media per nucleo familiare si attesta a 6.657 euro con un TAEG che è passato dal 7,64% del 2021 al 10,38% di luglio 2026. Questi dati indicano una crescente dipendenza delle famiglie da prodotti di credito più costosi.
Raccolta bancaria e crediti deteriorati
Le banche continuano a raccogliere risparmi: la raccolta diretta ad agosto ha raggiunto i 2.152,6 miliardi di euro, in crescita del 2,3% su base annua. I depositi sono aumentati dell’1,8%, mentre le obbligazioni bancarie hanno registrato un balzo del 6%. Anche la raccolta indiretta ha guadagnato 45 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente, i crediti deteriorati netti sono scesi a 28 miliardi a luglio, rispetto ai 196,3 miliardi del 2015, evidenziando un miglioramento della qualità del portafoglio creditizio.
Prospettive e impatti sul bilancio familiare
Il rialzo dei tassi sui mutui potrebbe proseguire, specialmente se la volatilità geopolitica e le comunicazioni della Banca centrale europea continueranno a mantenere alta l’attenzione sui prezzi del denaro. Nel frattempo, le famiglie si trovano a gestire un contesto di aumenti generalizzati dei costi, dalle bollette alle spese per la casa, che si somma al peso dei tassi più elevati sia sui mutui sia sul credito al consumo.



