Le biblioteche non sono solo luoghi di prestito libri, ma veri e propri spazi di cultura, inclusione e democrazia. Questo principio è stato messo in discussione dalla recente decisione di limitare a tre i prestiti interbibliotecari mensili, una scelta che ha scatenato una forte protesta tra gli utenti.
Dal 15 luglio 2026, la Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese (RBBC) ha introdotto questa restrizione, motivandola con l’aumento del 30% dei prestiti interbibliotecari negli ultimi cinque anni e i costi sempre più elevati del servizio. Tuttavia, molti utenti non sono convinti e hanno lanciato una petizione che ha raccolto oltre 5.000 firme.
La petizione degli utenti: cultura e accesso per tutti
La petizione, che ha raccolto 4.345 firme online, chiede alla Provincia di tornare sui propri passi. Gli utenti sostengono che l’aumento della domanda debba essere affrontato con investimenti e il rafforzamento del servizio, non con una riduzione delle possibilità offerte.
Tra i firmatari ci sono studenti, ricercatori e semplici appassionati di lettura che temono che questa decisione possa limitare l’accesso alla cultura e aumentare le disuguaglianze educative e sociali. “Le biblioteche non sono semplici luoghi di prestito. Sono spazi pubblici di cultura, inclusione e democrazia”, si legge nel testo della petizione.
Le motivazioni della Rete Bibliotecaria Bresciana
La RBBC ha spiegato che la decisione è stata presa a causa dell’aumento dei costi del servizio e della necessità di garantire la sostenibilità economica. Secondo i dati, nel 2026 sono stati richiesti oltre 19.000 libri che non sono stati ritirati.
“Per la maggior parte degli utenti tre Pib al mese sono sufficienti”, ha dichiarato la Rete Bibliotecaria. Tuttavia, molti utenti non sono d’accordo e sostengono che questa decisione rischia di bloccare un sistema che funziona.
“Ma che rete è se i prestiti tra biblioteche vengono limitati?”, ha chiesto un utente. “Non sono automunita e sto scrivendo la tesi di laurea magistrale: con tre Pib al mese non arrivo da nessuna parte”, ha scritto Marta Martinelli.
L’accordo con le università: una nuova opportunità
Nonostante le proteste, la Rete Bibliotecaria Bresciana ha firmato un accordo con l’Università degli Studi di Brescia e l’Università Cattolica del Sacro Cuore per rafforzare la collaborazione tra biblioteche pubbliche e universitarie.
Grazie a questo accordo, gli utenti maggiorenni potranno consultare e prendere in prestito nuovi testi specializzati. L’Università degli Studi di Brescia mette a disposizione circa 170.000 monografie e 58.000 annate di periodici, mentre la sede bresciana dell’Università Cattolica dispone di circa 260.000 monografie, 6.000 audiovisivi e numerosi periodici specialistici.
“Questo protocollo dimostra un valore concreto per la società”, ha sottolineato il presidente della Provincia Emanuele Moraschini. “La cosiddetta Terza Missione degli Atenei, ovvero la capacità di condividere conoscenze e competenze con il territorio, trova qui un’applicazione concreta”.
La Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese rappresenta una delle realtà più importanti in Lombardia, con oltre 2,4 milioni di prestiti all’anno e quasi 176.000 utenti attivi. Tuttavia, la decisione di limitare i prestiti interbibliotecari resta un punto di discussione aperto.


