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3 Settembre 2026

Credito al consumo e rateizzazione: le novità legislative del 2026

Le nuove normative del 2026 introducono cambiamenti significativi nel settore del credito al consumo e della rateizzazione. Scopri come queste modifiche influenzano i finanziamenti e le opzioni di pagamento.

Credito al consumo e rateizzazione: le novità legislative del 2026

Nel 2026, il panorama del credito al consumo e dei pagamenti rateali subisce una trasformazione significativa grazie a nuove normative. Queste modifiche, introdotte dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR) mirano a rafforzare la trasparenza, la sostenibilità del debito e la protezione dei consumatori.

Le nuove regole non solo riguardano i tradizionali prestiti personali ma si estendono anche alle formule di pagamento dilazionato utilizzate nei negozi e negli acquisti online. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

Estensione della soglia del credito al consumo

Una delle principali novità è l’aumento della soglia del credito al consumo, che passa da 75.000 a 100.000 euro. Questa modifica, in linea con la direttiva UE 2023/2225 estende la tutela a tutti i finanziamenti richiesti da persone fisiche per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale.

Per i prestiti di importo medio-alto, le banche e gli intermediari finanziari sono tenuti a rispettare rigidi standard di trasparenza precontrattuale e contrattuale. Inoltre, viene introdotto un controllo più rigoroso sulla sostenibilità del debito escludendo tuttavia l’uso di dati provenienti dai social network.

Micro-crediti e dilazioni digitali

La normativa estende l’attenzione anche ai micro-crediti e alle dilazioni di pagamento digitali, come il buy now, pay later inserendoli in un quadro di maggiore sorveglianza. Queste formule di pagamento dilazionato, che consentono di acquistare immediatamente un bene pagandolo successivamente a rate, perdono i precedenti benefici di esclusione e vengono ora qualificate come credito ai consumatori.

Nuove regole per i pagamenti a rate

Le nuove regole introducono importanti modifiche per i pagamenti a rate. Se la rateizzazione viene gestita attraverso un accordo con una società finanziaria esterna, l’operazione viene considerata a tutti gli effetti come un prestito offerto da terzi, con l’applicazione delle regole previste per il credito al consumo.

Per i piccoli prestiti ovvero quelli di importo inferiore a 200 euro, è stata introdotta una clausola anti-frazionamento per evitare l’aggiramento normativo. Qualora un’unica operazione economica venga suddivisa in più contratti, i crediti frazionati verranno sommati e considerati come un importo unico.

Eccezioni alle nuove regole

Non tutte le dilazioni sono soggette alle nuove regole. Restano escluse le dilazioni concesse direttamente dal venditore e senza costi, quando il pagamento avviene entro cinquanta giorni dalla consegna e non interviene un soggetto terzo che offra il credito. Inoltre, sono escluse le dilazioni entro quattordici giorni offerte da determinati operatori dell’e-commerce, per le carte di debito differito rimborsabili entro quaranta giorni senza interessi o spese e per alcuni finanziamenti concessi dal datore di lavoro ai propri dipendenti.

Pubblicità dei prestiti: nuove regole

Anche la pubblicità dei finanziamenti è soggetta a nuove regole. Gli annunci relativi ai contratti di credito dovranno contenere un’avvertenza chiara e visibile sul costo dell’indebitamento. La formula prevista è: “Attenzione! Prendere in prestito denaro costa denaro”, oppure un’espressione equivalente.

Le informazioni dovranno essere presentate in primo piano e accompagnate da un esempio rappresentativo il più possibile coerente con il contratto pubblicizzato. Inoltre, vengono vietate alcune tecniche pubblicitarie considerate potenzialmente fuorvianti, come suggerire che ottenere un finanziamento possa migliorare la situazione finanziaria del consumatore.

Controlli sulla capacità di rimborso

La riforma rafforza il principio del merito creditizio. Il finanziatore deve effettuare una valutazione approfondita della capacità del consumatore di sostenere gli impegni assunti, per prevenire concessioni irresponsabili e situazioni di sovraindebitamento.

È vietato il trattamento dei dati ottenuti dai social e delle categorie particolari di dati personali previste dal regolamento europeo sulla protezione dei dati. Inoltre, quando la valutazione del merito creditizio viene effettuata, anche solo in parte, attraverso un trattamento automatizzato dei dati personali, il consumatore può chiedere l’intervento umano.

Recesso e rimborsi

Se il consumatore non ha ricevuto le condizioni contrattuali e le informazioni previste dalla legge, le nuove regole prevedono che il periodo per esercitare il recesso possa arrivare fino a dodici mesi e quattordici giorni dalla conclusione del contratto. Inoltre, in caso di rimborso prima della scadenza, il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito proporzionata alla durata residua del contratto.

Queste nuove normative rappresentano un passo significativo verso una maggiore trasparenza e protezione dei consumatori nel settore del credito al consumo e dei pagamenti rateali.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.