La domanda di credito dedicato agli interventi sostenibili sulle abitazioni ha raggiunto un ammontare complessivo significativo: 887 milioni di euro sono stati richiesti dagli italiani per lavori volti a migliorare l’efficienza energetica, ridurre il peso delle bollette e valorizzare il patrimonio immobiliare.
Dietro questo dato ci sono scelte precise: le somme non vengono più impiegate in modo generico ma concentrate su misure concrete come impianti e sostituzioni che assicurano un ritorno economico nel medio periodo. Nel complesso emerge un quadro di crescente orientamento verso investimenti domestici mirati.
Andamento delle richieste e importo medio delle operazioni
Le domande di finanziamento per interventi “green” presentano un importo medio di circa 5.000 euro per richiesta. La dinamica interna all’anno mostra una netta accelerazione: nel secondo semestre si è registrato un +49% rispetto ai primi sei mesi, sintomo di una domanda in forte crescita e di una maggiore propensione a intervenire sull’abitazione per tagliare i costi energetici.
Motore della domanda: caro energia e ritorno economico
L’impennata dei prezzi dell’energia dagli anni recenti ha spinto molte famiglie a puntare su soluzioni che riducono il consumo fisso. Le scelte finanziate sono perlopiù orientate a misure che offrono un risparmio strutturalecioè una riduzione duratura delle spese per elettricità e riscaldamento, piuttosto che benefici immediati e temporanei.
Destinazione dei fondi: energia, infissi e riscaldamento
Analizzando la ripartizione degli importi finanziati, emergono tre ambiti principali. Il settore legato all’energia assorbe la quota maggiore, pari al 39% del totale. In questa categoria rientrano interventi quali impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, pompe di calore, caldaie ibride e solare termico, tutte soluzioni che mirano a ridurre la dipendenza dalla rete e i costi di esercizio.
Il secondo ambito per peso è rappresentato dagli infissiche assorbono il 34% dei volumi erogati. Questo segmento ha mostrato la crescita più rapida: +80% tra primo e secondo semestre, a riprova dell’efficacia percepita di finestre e serramenti nel migliorare l’isolamento termico della casa e nel ridurre l’uso di riscaldamento e climatizzazione.
Al terzo posto si colloca il comparto delle stufe (in particolare a pellet o biomassa), con il 16% dei volumi e una crescita del 42%. Infine il segmento della mobilità leggera, rappresentato dalle bicipesa soltanto il 6% e ha segnato un calo dell’11%, indicando uno spostamento del credito green verso interventi domestici piuttosto che veicoli non motorizzati.
Tagli di spesa e tipologia degli interventi
La maggior parte delle operazioni corrisponde a miglioramenti mirati piuttosto che a ristrutturazioni radicali. La distribuzione degli importi rispecchia questa tendenza: il 33,7% delle richieste è inferiore a 5.000 euro, il 20,7% si colloca tra 5.000 e 9.999 euro e il 18,6% ricade nella fascia 10.000-14.999 euro. Questo mix evidenzia una prevalenza di interventi puntuali, spesso scelti per il rapporto costo-beneficio.
Profilo dei richiedenti e ruolo degli incentivi
Dal punto di vista anagrafico, gli over 50 costituiscono la categoria che più frequentemente accede a questo tipo di credito. Per quanto riguarda la natura giuridica dei richiedenti, le persone fisiche coprono l’88% del totale finanziato, le ditte individuali il 6,2% e le società il 5,8%. Questo indica una diffusione capillare dell’interesse tra i privati rispetto al mondo imprenditoriale.
Un aspetto operativo rilevante è l’utilizzo delle misure di incentivo pubblico: molti soggetti scelgono di anticipare la spesa con il prestito e poi recuperare parte dell’esborso attraverso detrazioni fiscali o incentivi disponibili. In pratica, il credito funziona come una leva che rende possibili interventi altrimenti rinviati per mancanza di liquidità.
Rischio e attrattività per il sistema finanziario
Dal lato delle banche e delle finanziarie, il segmento dei prestiti green è considerato interessante perché genera nuovi volumi in un contesto generale di rallentamento del credito tradizionale e, al tempo stesso, presenta un profilo di rischio contenuto. La classificazione del rischio evidenzia che il 57,9% delle operazioni rientra nella fascia a rischio basso, il 36,3% nella fascia media e solo il 1,9% è considerato ad alto rischio.
Queste percentuali spiegano perché gli istituti guardino con favore al segmento: mix di domanda crescente, impieghi legati a beni durevoli che aumentano il valore dell’immobile e una prevalente caratterizzazione di rischio moderato rendono il mercato dei prestiti green particolarmente appetibile.
