Negli ultimi dati rilevati emergono più storie intrecciate che spiegano lo stato del mercato immobiliare italiano: dalle richieste di finanziamento in Calabria ai tempi della giustizia civile che tengono fuori dal mercato numerose abitazioni, fino al recupero delle compravendite a Torino trainato dagli under 35. Mettere in ordine questi elementi aiuta a capire perché variano prezzi, offerta e comportamento dei mutuatari.
In Calabria la domanda di mutuo mostra segnali di vitalità, mentre altrove la lentezza delle procedure esecutive immobilari sottrae immobili alla circolazione e influisce sulle valutazioni di rischio delle banche. Allo stesso tempo, mercati urbani come Torino evidenziano una ripresa delle compravendite che passa anche per il credito, con implicazioni su tassi e scelta delle condizioni contrattuali.
Richieste di mutuo in Calabria: numeri, province e preferenze sul tasso
Nei primi cinque mesi del 2026 la richiesta media di mutuo in Calabria è stata pari a 109.000 euroun incremento dell’1,2% rispetto al periodo analogo del 2026, ma ancora inferiore alla media nazionale, attestata intorno a 139.230 euro. L’età media dei richiedenti è scesa: dai quasi 41 anni rilevati nei primi cinque mesi del 2026 si è passati a 40 anni nel 2026, mentre il valore medio degli immobili oggetto di finanziamento si è mantenuto stabile intorno a 156.316 euro.
Variazione provinciale degli importi richiesti
Tra le province calabresi si osservano differenze significative: Vibo Valentia ha registrato l’importo medio più alto, pari a 114.292 euroseguita da Reggio Calabria con 112.417 euro e Catanzaro con 110.722 euro. Più basse sono risultate le medie di Cosenza (106.688 euro) e Crotone (99.821 euro).
Sul fronte delle condizioni contrattuali, il tasso fisso resta la scelta prevalente, ma la quota di richieste per tasso variabile o misto è salita in modo marcato, passando da meno dell’1% a circa il 5% del totale. A spiegazione di questa scelta concorrono simulazioni di mercato che mostrano differenze di rata interessanti: per un finanziamento ipotetico di 126.000 euro su 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile, i tassi variabili disponibili online partono da un TAN del 2,32% con una rata iniziale intorno ai 554 euromentre i migliori tassi fissi partono da un TAN del 3,20% con una rata di circa 611 euro. L’azione sui tassi da parte della Banca centrale europea può tuttavia ridurre parte di questo divario.
Le esecuzioni immobiliari e l’effetto dei ritardi giudiziari sul mercato
Un elemento meno visibile ma determinante è la lentezza delle procedure esecutive immobiliari: quando un immobile resta vincolato a un processo per anni, si traduce in un bene sottratto alla disponibilità del mercato, in capitale immobilizzato per gli istituti di credito e in incertezza sui valori di recupero. La durata media stimata dei procedimenti civili nel 2026 è stata di circa 2.139 giorni (quasi 5 anni e 10 mesi), una tempistica che influenza il funzionamento del credito e dell’offerta abitativa.
Tribunali con maggiore carico e differenze territoriali
I tribunali con il maggior numero di fascicoli pendenti nelle esecuzioni immobiliari nel 2026 includono il Tribunale di Milano con 2.209 procedimenti e il Tribunale di Roma con 1.699. Nei distretti del Nord Est, come Venezia e Veronai flussi mostrano una capacità superiore di smaltimento, mentre in alcune province del Sud e delle Isole — tra cui BariReggio Calabria e Palermo — la minore profondità del mercato aumenta il rischio di aste desertecostringendo a nuovi tentativi di vendita e a progressive riduzioni del prezzo base.
Questo fenomeno agisce come una vera e propria tassa occultanon appare nei contratti ma incide su accessibilità, costi del credito e dinamiche di prezzo. La maggiore trasparenza e l’analisi dei dati possono rendere visibili queste criticità e orientare interventi mirati per velocizzare le esecuzioni.
Il caso Torino: ripresa delle compravendite e ruolo dei giovani
Il mercato torinese ha registrato una ripresa significativa nel 2026: le compravendite sono aumentate dell’8,88% rispetto al 2026, passando da 31.699 a 34.513 atti. Il traino principale è arrivato dal settore privato, con una crescita delle transazioni del 12,15%e dalla domanda giovanile: la fascia 18-35 anni rappresenta il 35,57% degli acquirenti beneficiari delle agevolazioni per la prima casa, in aumento rispetto al 33,90% dell’anno precedente.
Il comparto dei mutui a Torino mostra numeri ancora più robusti: gli atti di finanziamento sono aumentati del 20,04% e il capitale erogato è cresciuto di oltre il 17%. Anche qui gli under 35 sono protagonisti: su un totale di 13.294 atti di mutuo, circa 5.606 sono riconducibili a questa fascia, con un aumento del 31,97%. La discesa dei tassi sui mutui ha contribuito a restituire fiducia alle famiglie e a sostenere la domanda.
Complessivamente, le dinamiche regionali e le rigidità procedurali giudiziarie delineano un mercato frammentato: alcune aree mostrano vivacità grazie al credito e alla domanda giovanile, altre restano penalizzate dalla scarsa liquidità e dalle aste rallentate. Monitorare i tassi, la velocità delle esecuzioni immobiliari e l’andamento delle compravendite rimane cruciale per comprendere l’evoluzione futura del settore.



