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8 Novembre 2026

Mutui in aumento, credito alle piccole imprese in diminuzione

Mutui in crescita e credito alle piccole imprese in calo: i dati di giugno 2026 mostrano contrasti tra Trentino e Alto Adige.

Mutui in aumento, credito alle piccole imprese in diminuzione

Nel primo semestre del 2026 l’economia delle due province autonome si è distinta per un andamento contrastante: da un lato i mutui continuano a registrare incrementi significativi, dall’altro le piccole imprese stanno riducendo l’indebitamento. La Banca d’Italia, tramite le filiali di Trento e di Bolzano, ha pubblicato un aggiornamento congiunturale che sintetizza le dinamiche del credito al consumo, al consumo e al settore produttivo.

Andamento del PIL regionale e consumi

L’indicatore trimestrale ITER segnala una crescita reale del prodotto interno lordo del 0,7 % in Trentino e dell’1,0 % in Alto Adige, rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato nazionale si attesta al 0,9 %. La spinta nasce soprattutto dai consumi delle famiglie, sostenuti da un leggero aumento del reddito disponibile e da una maggiore affluenza turistica, mentre le esportazioni hanno subito una flessione reale del 1,4 %.

Mutui e credito alle famiglie: la corsa al tasso variabile

Il credito alle famiglie è cresciuto del 3,0 % in Trentino e del 2,0 % in Alto Adige, con i mutui per l’acquisto di abitazioni al centro della dinamica (+3,2 % e +2,5 % rispettivamente). Le nuove erogazioni del semestre hanno superato il 10 % rispetto al semestre precedente, trainate soprattutto dalla quota a tasso variabile. Il TAEG medio sui nuovi mutui è passato al 3,85 % in Trentino (da 3,72 % a fine 2025) e si è mantenuto stabile al 3,66 % in Alto Adige.

Prezzi immobiliari e impatto sul mercato

I prezzi delle abitazioni hanno registrato un aumento del 4,2 % in Trentino e del 7,8 % in Alto Adige, ben al di sopra della media nazionale del 4,6 %. L’apprezzamento più marcato in Alto Adige è legato alla forte stagione turistica, che ha sostenuto la domanda di seconde case e di strutture ricettive.

Prestiti alle imprese: divergenze settoriali

Nel settore produttivo le due province mostrano traiettorie opposte. In Trentino il credito alle imprese è ancora in diminuzione, con una contrazione del 0,9 % a giugno (da -2,3 % a dicembre). I settori più colpiti sono la manifattura (-9,8 %) e le costruzioni (-4,8 %), mentre i servizi registrano una crescita del 2,9 %. I dati provvisori di agosto indicano un ulteriore peggioramento a –3,0 %.

Alto Adige, al contrario, registra un incremento dei prestiti alle imprese del 3,0 % a giugno, con un balzo al 4,1 % in agosto. La crescita è trasversale, ma è il comparto dei servizi legato al turismo a guidare il rialzo. Le piccole imprese, però, continuano a ridurre l’indebitamento: –4,2 % in Trentino e –3,8 % in Alto Adige.

Costi del credito per le imprese

Il costo medio dei finanziamenti per esigenze di liquidità è salito di circa venti punti base, attestandosi al 4,7 % in Trentino e al 4,6 % in Alto Adige. Per le piccole imprese i tassi sono più elevati, rispettivamente 7,4 % e 6,5 %.

Qualità del credito, risparmio e dinamiche bancarie

Le banche locali mantengono una quota di mercato significativa (56 % in Trentino, 72 % in Alto Adige) ma il vero motore della crescita dei prestiti proviene dagli istituti extra-regionali. Il tasso di deterioramento è stabile allo 0,8 % in Trentino e è sceso allo 0,7 % in Alto Adige, con una incidenza dei crediti deteriorati lordi pari al 2,1 % e 2,6 % rispettivamente. Le piccole imprese mostrano una maggiore incidenza di NPL, in particolare nel settore delle costruzioni.

Il risparmio delle famiglie è in crescita: i depositi aumentano del 2,6 % in Trentino e del 2,0 % in Alto Adige, mentre le attività detenute in custodia presso le banche (fondi comuni, titoli di Stato) salgono rispettivamente del 11,4 % e del 19,2 %.

Inflazione, reddito disponibile e prospettive

Nel mese di settembre l’inflazione si è attestata al 3,8 % in Trentino e al 4,1 % in Alto Adige (Italia 4,2 %). Il rialzo dei prezzi, sostenuto da carburanti, abitazione e utenze, ha limitato la crescita reale del reddito disponibile delle famiglie, che è aumentato di appena 0,8 % in termini reali, nonostante un incremento nominale del 3,1 %. Le previsioni per ottobre indicano un’ulteriore pressione inflazionistica a livello nazionale, con un tasso preliminare del 5,4 %.

Le imprese industriali attendono fatturati stabili per la fine del 2026 e l’inizio del 2027, mentre il settore dei servizi, soprattutto in Alto Adige, prevede un nuovo impulso di crescita. La sostenibilità delle rate dei mutui a tasso variabile sarà il principale elemento di monitoraggio, dato il contesto di inflazione in rialzo e l’aumento moderato dei tassi di interesse.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.