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18 Giugno 2026

Mutui e rialzo dei tassi: scegliere tra fisso e variabile con i numeri in mano

Un aumento di 25 punti base della Bce non annulla il vantaggio del mutuo variabile, ma lo riduce. Analizziamo i tassi correnti, le simulazioni di rata per 20 e 30 anni e i dati di mercato più recenti per orientare la scelta tra tasso fisso e tasso variabile.

Mutui e rialzo dei tassi: scegliere tra fisso e variabile con i numeri in mano

La stretta della Banca centrale europea con un aumento di 25 punti base ha messo in evidenza una realtà che molti mutuatari stanno già valutando: la differenza tra il costo di un mutuo variabile e di un mutuo a tasso fisso si è ridotta, ma non è scomparsa. Sul mercato finanziario l’Euribor a tre mesi si trova attorno al 2,40% mentre l’Eurirs ventennale si è attestato vicino al 3,33% con una forbice teorica di circa 90 punti base che però si assottiglia nelle offerte praticate dalle banche.

Per chi sta pensando di richiedere un finanziamento o di cambiare condizioni, vale la pena tradurre questi percentuali in numeri concreti. Qui sotto presentiamo confronti e scenari utili per una valutazione basata sui fatti.

Confronto pratico: simulazioni su 20 e 30 anni

Prendendo come esempio una richiesta di 180.000 euro per l’acquisto di una casa del valore di 250.000 euro, le offerte di mercato registrate indicano che a 20 anni il variabile è in media al 2,53% con rata mensile di 956 euro mentre il fisso si posiziona al 3,37% con rata di 1.032 euro. Per la durata di 30 anni il variabile medio è al 2,54% (rata 715 euro) e il fisso al 3,35% (rata 793 euro).

Se l’Euribor aumentasse di mezzo punto (0,50%) nel corso dell’anno, la rata ventennale indicizzata salirebbe a circa 1.029 euro praticamente pari al fisso; con +1 punto si passerebbe a ~1.101 euro e con +1,5 punti a ~1.173 euro. Per il trentennale, uno scatto di +0,5 punti porterebbe la rata variabile a ~788 euro (solo cinque euro sotto il fisso), +1 punto a ~862 euro e +1,5 punti a ~935 euro. Questi esempi mostrano quanto il vantaggio del variabile possa assottigliarsi rapidamente al variare del parametro di riferimento.

Regola pratica per le famiglie

Una regola empirica utile per orientarsi: un aumento di 25 punti base dello 0,25% tende a incrementare la rata mensile di circa 15-20 euro ogni 100.000 euro di capitale residuo, variando in funzione della durata e del tipo di ammortamento. Tradotto su base annua, per un mutuo di 100.000 euro si tratta di circa 240 euro in più all’anno.

Dati di domanda e dinamiche di mercato

La preferenza degli italiani per la stabilità emerge chiaramente dalle richieste: nel secondo trimestre del 2026 il tasso fisso assorbe circa il 92,3% delle domande, mentre il variabile è fermo intorno al 2,8%. L’importo medio richiesto ha registrato leggere flessioni rispetto ai picchi di inizio anno, mentre l’età media dei richiedenti è salita a 39 anni e 7 mesi.

Le surroghe (cambio del mutuo tra banche) hanno perso spazio: nel 2026 rappresentavano solo il 4,5% degli atti notarili relativi ai mutui, un segnale che l’operazione oggi conviene principalmente per rimodulare durata o condizioni specifiche più che per abbassare il tasso.

Andamento delle compravendite immobiliari

Nonostante l’aumento dei tassi, il mercato immobiliare ha mostrato robustezza: nel primo trimestre del 2026 le transazioni sono cresciute del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2026. Tra le grandi città, i risultati migliori sono stati registrati a Torino (+9,2%), Genova (+8,7%) e Bari (+8,4%); seguono Milano (+7,1%) e Roma (+5,1%), mentre Firenze ha segnato una flessione del -2,9%.

Le prospettive a breve termine suggerite dagli operatori indicano la possibilità di ulteriori rialzi dell’Euribor per la fine dell’anno e l’inizio del 2027 per circa mezzo punto, ma oltre questo orizzonte le previsioni diventano meno attendibili. Per chi deve decidere oggi, la scelta tra fisso e variabile richiede

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.