Il settore bancario italiano sta vivendo una fase di ripresa significativa. Tra maggio 2026 e maggio 2026, il credito bancario al settore privato è aumentato di 33,4 miliardi di euro, raggiungendo un totale di 1.342,9 miliardi. Questo incremento del 2,55% è un segnale positivo per l’economia reale, che sta gradualmente riacquistando fiducia.
La crescita del credito è stata trainata principalmente dai prestiti alle famiglie, che hanno registrato un aumento del 2,74%, e dai finanziamenti alle aziende, che sono saliti del 2,32%. Questi dati indicano una ripresa della domanda di finanziamenti, sia per l’acquisto di abitazioni che per investimenti e capitale circolante.
La ripresa dei mutui e del credito al consumo
Tra le varie forme di finanziamento, i mutui hanno registrato un aumento di 18,4 miliardi di euro, pari a un incremento del 3,53%. Questo dato conferma che i mutui rimangono il principale fattore di espansione del credito. La ripresa dei mutui riflette il miglioramento delle condizioni di finanziamento, conseguente alla riduzione dei tassi di interesse, e il ritorno della domanda di acquisto di abitazioni.
Ancora più sostenuta è stata la crescita del credito al consumo aumentato del 7,48%, il tasso più elevato tra tutte le categorie analizzate. Questo indica un maggiore ricorso ai finanziamenti rateali per l’acquisto di beni e servizi. In controtendenza restano gli altri prestiti alle famiglie, che continuano a ridursi, scendendo del 3,88%.
Il recupero della fiducia e della capacità di investimento
La ripresa del credito bancario è un segnale positivo che la crescita interessa contemporaneamente famiglie e imprese. Dopo una fase in cui il forte aumento dei tassi aveva rallentato la domanda di finanziamenti, si sta assistendo a un graduale recupero della fiducia e della capacità di investimento.
“Il credito sta tornando a sostenere l’economia reale. La tassa sugli extraprofitti delle banche varata dal governo Meloni, come noi avevamo previsto, non ha inciso sulla capacità delle banche di erogare liquidità alla clientela”, commenta Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa. “È importante che questa dinamica prosegua e che la riduzione del costo del denaro si traduca sempre più in condizioni di accesso al credito favorevoli soprattutto per le micro, piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura del sistema produttivo italiano.”
Le implicazioni per l’economia reale
La ripresa dei mutui e del credito al consumo segnala un ritorno alla normalità nel mercato del credito. Le famiglie stanno nuovamente investendo in beni e servizi, mentre le imprese stanno riattivando la domanda di credito per investimenti e capitale circolante. Questo trend positivo è un segnale di ripresa economica che potrebbe avere un impatto significativo sull’economia reale.
La riduzione dei tassi di interesse e il ritorno della domanda di finanziamenti sono segnali positivi che indicano un graduale recupero della fiducia e della capacità di investimento. È importante che questa dinamica prosegua per sostenere ulteriormente la ripresa economica.



