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31 Ottobre 2026

Lending peer-to-peer: opportunità, Soisy e truffe da evitare

Il prestito P2P offre una via alternativa alle banche, ma comporta anche rischi di frode; scopri il caso Soisy e le truffe recenti.

Lending peer-to-peer: opportunità, Soisy e truffe da evitare

In un contesto di incertezza economica, ottenere un finanziamento tradizionale può diventare un vero ostacolo. Il prestito P2P (peer-to-peer) emerge come una risposta digitale, permettendo a chi ha liquidità di investirla direttamente a chi ne ha bisogno, senza l’intermediazione bancaria.

Il modello social lending di Soisy: dalla nascita al marketplace

Fondata nel 2015 e lanciata al pubblico nel 2016, Soisy si è rapidamente distinta nel panorama fintech italiano. Dopo una prima fase di peer-to-peer tradizionale, l’azienda ha introdotto il marketplace lending, consentendo agli investitori di finanziare acquisti su e-commerce e nei negozi fisici. Una campagna di equity crowdfunding, completata in soli otto giorni, ha superato il milione di euro, dimostrando l’interesse degli investitori verso questo nuovo modello.

Garanzia di rendimento e meccanismo di sicurezza

Per mitigare il rischio di insolvenza, Soisy ha creato una garanzia di rendimento, un fondo comune alimentato da una piccola parte degli interessi percepiti. In caso di default, il salvadanaio interviene restituendo capitale e interessi entro i limiti previsti, riducendo la necessità di diversificazione per l’investitore.

Le condizioni offerte ai richiedenti sono pensate per essere semplici: basta essere maggiorenni, possedere un conto corrente italiano e fornire il codice fiscale. Le domande vengono valutate in circa tre minuti e le rate non devono superare un terzo del reddito mensile dichiarato. Gli investitori, dal canto loro, godono di una trasparenza totale, con commissioni limitate al 10% degli interessi generati, mentre il restante 90% resta a loro disposizione.

Truffa online legata a prestiti: il caso di Borgonovo Val Tidone

Recentemente, le forze dell’ordine di Borgonovo Val Tidone hanno smascherato una truffa ai danni di un cittadino di 51 anni. Il soggetto, attratto da un annuncio di prestito online di 4.000 euro, è stato convinto da falsi operatori a effettuare diversi bonifici, prima con la causale “avviamento prestito” e poi con “assicurazione prestito”.

Gli impostori hanno utilizzato una chat con assistente virtuale su una piattaforma social, inviando anche video falsi di presunti clienti soddisfatti e una copia di un documento d’identità parzialmente occultata. In totale, il truffato ha versato 600 euro, che sono stati incanalati verso conti di una filiale digitale di una banca nazionale. Le autorità hanno bloccato i conti coinvolti e denunciato tre persone di 21, 20 e 43 anni per il reato di truffa.

Come muoversi in sicurezza nel mondo dei prestiti P2P

Il peer-to-peer rappresenta un’opportunità, ma è fondamentale valutare con attenzione chi offre il servizio. Piattaforme autorizzate dalla Banca d’Italia, come Soisy, devono rispettare standard di sicurezza e garantire la tracciabilità delle transazioni. Prima di procedere, è consigliabile verificare la presenza di una licenza, leggere le recensioni di altri utenti e, soprattutto, evitare di inviare denaro prima di ricevere una risposta formale e documentata.

I prestiti tra privati possono ridurre i costi rispetto alle banche tradizionali, ma la prudenza rimane d’obbligo. Conoscere le dinamiche del social lending, utilizzare piattaforme affidabili e riconoscere i segnali di una possibile truffa online è la chiave per sfruttare al meglio questo nuovo modo di finanziarsi.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.