Nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2026, le famiglie italiane hanno richiesto una quantità maggiore di prestiti finalizzati rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente. L’incremento complessivo si attesta al 5,7%, con un importo medio per pratica pari a 7.044 euro, valore che segna una crescita del 5,1% rispetto al 2025. I dati provengono dal sistema di informazione creditizia gestito da CRIF, che raccoglie e analizza le richieste di credito in tutta la penisola.
Il contributo decisivo del BNPL
Il segmento più dinamico è senza dubbio il Buy-Now-Pay-Later (BNPL). Nel cumulato dei primi nove mesi dell’anno, le richieste di questo tipo di finanziamento hanno registrato una crescita del 15,1%, facendo da volano alla performance complessiva del mercato. Al netto del BNPL, i prestiti tradizionali finalizzati hanno segnato un rialzo del 4,2%, mentre i prestiti personali hanno avanzato del 4,6% nello stesso periodo.
Andamento degli importi medi per tipologia
L’analisi per tipologia di prodotto mostra un quadro sfaccettato. I prestiti personali presentano l’importo medio più elevato, pari a 11.380 euro, sebbene sia diminuito del 5,2% rispetto al periodo di confronto. I prestiti finalizzati tradizionali hanno un valore medio di 8.025 euro, in crescita del 6,4%, mentre il BNPL si attesta intorno a 1.302 euro, con un modesto aumento dell’1,9%.
Profilo del richiedente: importi, durata ed età
Quasi la metà delle pratiche (48,1%) è caratterizzata da importi inferiori a 2.000 euro, segno che la maggior parte delle richieste copre esigenze di modesta entità, spesso legate a spese familiari o personali. Per quanto riguarda la durata, il periodo di rimborso più diffuso si colloca tra i 2 e i 3 anni, scelto dal 20,6% dei richiedenti; un ulteriore 17,5% opta per termini non superiori ai 24 mesi.
Distribuzione per fasce d’età
La fascia d’età che ha generato la quota più consistente di richieste è quella dei 45-54 anni, con il 22,5% del totale. Le coorti 35-44 e 55-64 condividono una partecipazione del 19,1% ciascuna, mentre la propensione a richiedere credito cala progressivamente oltre i 65 anni.
Considerazioni sulla rischiosità e scenari futuri
Il direttore esecutivo di CRIF, Simone Capecchi, sottolinea che, nonostante la ripresa della domanda, il livello di rischiosità del credito dovrebbe rimanere contenuto nei mesi a venire, con solo un lieve aumento dei tassi di default legato a un contesto economico più fragile. La resilienza delle famiglie e le politiche di offerta adottate negli ultimi anni sembrano invece garantire un equilibrio stabile tra domanda e capacità di rimborso.



